Un progetto fotografico dedicato alle botteghe indipendenti di Siena e alle persone che le tengono aperte. A realizzarlo è Niccolò Marzi, insegnante e fotografo senese di 36 anni, che da circa sei mesi sta lavorando a un reportage sui commercianti, gli artigiani e i titolari delle piccole attività del centro storico.
Il lavoro si concentra sulle realtà lontane dalle grandi catene e dai franchising: negozi diversi tra loro, alcuni gestiti da giovani che hanno scelto di investire nella propria città, altri portati avanti da artigiani esperti che custodiscono da decenni mestieri e tradizioni. Finora Marzi ha fotografato una trentina di attività, ma il progetto non è ancora concluso. L’obiettivo è aggiungere un’altra decina di ritratti entro la fine di ottobre.
Il ricordo della Siena di ieri
L’idea, spiega il fotografo, è nata anche dal ricordo della nonna, che per quarant’anni ha avuto un negozio, successivamente diventato Furla. Da bambino Marzi trascorreva molto tempo in quell’attività e quelle immagini sono rimaste nella sua memoria. A spingerlo è stata anche la consapevolezza delle difficoltà affrontate da molti commercianti indipendenti, nonostante l’impegno con cui continuano a lavorare.
Durante gli scatti, il fotografo ha ritrovato luoghi e figure legati alla Siena della sua infanzia, come il negozio di Ernesto, che riparava ombrelli. Una città che oggi è cambiata, come inevitabilmente accade nel tempo, ma che conserva nelle sue attività storiche una parte della propria identità. Le serrande abbassate e le insegne scomparse, osserva Marzi, non rappresentano soltanto la chiusura di un esercizio commerciale, ma anche la perdita di un frammento della memoria cittadina.
Un omaggio senza fini di lucro
Il titolo provvisorio del progetto è Finché c’è bottega. Marzi non lo considera una denuncia, ma piuttosto un invito a intervenire e a sostenere chi continua a investire nel centro storico. Secondo il fotografo, il lavoro degli artigiani è prezioso e dovrebbe essere incentivato, con l’obiettivo di rafforzare la presenza di attività indipendenti dentro le mura.
Le storie raccolte sono diverse, ma presentano elementi comuni: difficoltà economiche e organizzative, cambiamenti del territorio, soddisfazioni personali e il rapporto con una città in trasformazione. Il progetto non ha finalità di lucro e nasce per dare visibilità ai titolari delle attività e creare una forma di sinergia sul territorio. I ritratti potrebbero confluire in una mostra, per la quale l’autore sta ancora cercando una sede adatta a ospitare un reportage di fotografia documentaria.