Il Governo italiano, attraverso i ministeri competenti, ha richiesto integrazioni di documenti alle istituzioni del Chianti per il riconoscimento delle ville-fattorie come patrimonio dell’umanità Unesco. Questo sviluppo ha reso l’iter per il riconoscimento più complesso e ha sollevato preoccupazioni riguardo ai tempi di attesa, come evidenziato dal sindaco di Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini, durante il consiglio comunale.
In un incontro avvenuto lunedì sera, il sindaco di San Casciano, Roberto Ciappi, ha confermato che i sindaci dell’area, insieme al Consorzio e alla Fondazione di Tutela, si sono riuniti per discutere le novità riguardanti l’iter di candidatura. Ciappi ha sottolineato che il Chianti è attualmente nella Tentative list e che è stata richiesta un’integrazione di documenti a livello ministeriale, confermando la complessità della situazione.
Un percorso lungo e coordinato
Il sindaco Ciappi ha ricordato che già circa trent’anni fa ci fu un primo tentativo di avvicinamento tra il Chianti e l’Unesco, ma che all’epoca mancava la coordinazione attuale. Ha anche accennato a come la questione dei confini, che in passato aveva creato difficoltà, sembri ora superata. Ciappi ha concluso affermando che non verrà lasciato nulla al caso per raggiungere questo importante traguardo per il Chianti, evidenziando l’unicità del sistema delle ville-fattoria.
Le ville-fattoria del Chianti sono spesso accompagnate da pievi romaniche e antiche abbazie di rara bellezza, molte delle quali sono state oggetto di restauri significativi. Ad esempio, la pieve di Santa Maria Novella sotto Volpaia ha visto interventi di alta qualità, come dimostrato dalla mostra Radda Arte 2026 dell’artista Sergio Fiorentino. Anche la Badia a Montemuro ha beneficiato di un recupero delle strutture romaniche, come confermato dal sindaco di Radda, Pier Paolo Mugnaini, che ha elogiato gli ottimi interventi di restauro realizzati nella zona.