Il Circolo Arci Due Ponti rischia di dover lasciare la sede di via Aretina a Siena. L’Agenzia del Demanio ha comunicato alla Società di mutuo soccorso la cessazione del contratto di affitto con decorrenza 27 febbraio 2027. La decisione ha suscitato preoccupazione tra i soci e ha portato all’avvio di una petizione per chiedere una soluzione diversa.
La struttura, secondo i programmi delle istituzioni, dovrebbe ospitare l’ufficio immigrazione della Questura, attualmente collocato in via delle Sperandie, in locali considerati inadeguati. Dopo la comunicazione del Demanio e una riunione del circolo, sulla vicenda è intervenuta anche Serenella Pallecchi, presidente provinciale di Arci Siena.
La storia dell’immobile
Pallecchi ha definito la vicenda molto più ampia di una disputa legata agli spazi o ai contratti. L’immobile fu realizzato nel 1910 grazie all’autotassazione e al lavoro dei soci della Società di mutuo soccorso. Nel 1942, durante il fascismo, venne requisito ed espropriato e divenne patrimonio dello Stato. Da allora la stessa Società di mutuo soccorso ha continuato a pagare il canone di locazione.
Nonostante i passaggi proprietari e amministrativi, le attività del circolo non si sarebbero mai interrotte. Nel tempo, la struttura è diventata un punto di riferimento per il quartiere e per la città, con funzioni di incontro, inclusione, solidarietà e partecipazione. È su questo valore storico e sociale che l’Arci fonda la richiesta di tutelare la permanenza del circolo nella sua sede.
L’appello dell’Arci
La presidente provinciale ha espresso forte preoccupazione per la decisione dell’Agenzia del Demanio e per l’assenza, al momento, di certezze sul futuro del circolo. Arci Siena afferma di comprendere le esigenze delle istituzioni pubbliche, ma sostiene che queste non debbano essere contrapposte alla salvaguardia di un presidio sociale e culturale considerato importante per la comunità.
L’associazione ha quindi annunciato il proprio sostegno al Circolo Due Ponti e ai suoi soci, dichiarando l’intenzione di difendere la sede nelle sedi ritenute opportune. La mobilitazione dovrebbe coinvolgere anche istituzioni democratiche, forze politiche e società civile. L’obiettivo è contrastare la cessazione del contratto o individuare una soluzione che consenta di preservare il ruolo del circolo e il legame con la storia associativa di Siena.