Innovazione agricola

Biotecnologia e vigneti: la nuova frontiera delle Tea

Una delegazione di giovani agricoltori toscani esplora le biotecnologie per il futuro del Sangiovese.

Biotecnologia e vigneti: la nuova frontiera delle Tea

Si scrive Tea ma non si legge Ogm. Questa è la nuova frontiera del vigneto, che richiede di abbandonare resistenze filosofiche e di affrontare con coraggio l’impatto del cambiamento climatico. Una delegazione di giovani agricoltori toscani ha visitato i laboratori del Crea a Conegliano Veneto per approfondire le biotecnologie del futuro.

Circa cinquanta imprenditori under 40, tra cui cinque provenienti dalla provincia di Siena, hanno avuto l’opportunità di visionare per la prima volta la piantina di Sangiovese che i ricercatori stanno sviluppando per conto di Coldiretti. Giosef Sabatini, delegato di Coldiretti Giovani Impresa e gestore di una tenuta agricola a Pienza, ha sottolineato l’importanza di iniziare subito: “Le Tea rappresentano un investimento sul futuro, ma dobbiamo partire oggi, senza aspettare”.

Sabatini, classe 1994, ha avvertito che nel 2050 sarà possibile produrre vino solo sopra gli 800 metri di altitudine. Ha inoltre chiarito che le Tea non sono Ogm, ma piante equivalenti a quelle convenzionali. “La tecnologia permette modifiche genetiche mirate, simili a quelle che possono avvenire naturalmente o tramite miglioramento genetico convenzionale, senza introdurre Dna di specie diverse”.

Il progetto di sperimentazione

Il progetto di sperimentazione è frutto della collaborazione tra Coldiretti Toscana, Vigneto Toscana, l’università di Udine, il Crea e il Consorzio Agrario del Tirreno. Avviato un paio di anni fa, il progetto ha raggiunto un punto di svolta dopo il via libera dell’Europa alle Tea. La presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani, ha accompagnato la delegazione a Conegliano Veneto.

Cesani ha dichiarato: “Le Tea sono la frontiera dell’innovazione tecnologica in agricoltura. Grazie al nostro progetto, la Toscana si pone all’avanguardia nella ricerca: è la prima regione in Italia a sperimentare una varietà di Sangiovese resistente agli stress climatici e a fitopatie come l’oidio e la peronospora”.

Le sfide future

La presidente di Coldiretti Toscana ha concluso evidenziando che i tempi per l’utilizzo delle nuove varietà sono ancora troppo lunghi, stimati in almeno dieci anni. “Servono più risorse per sostenere lo sviluppo di nuove varietà resilienti al cambiamento climatico”.