Il progetto di rilancio dell’aeroporto di Siena-Ampugnano compie un decisivo passo in avanti. Enac Servizi ha formalmente indetto la Conferenza di servizi decisoria per acquisire i pareri e le autorizzazioni necessari alla realizzazione del programma di riqualificazione dello scalo. L’atto è stato trasmesso alle amministrazioni interessate, tra cui i Ministeri delle Infrastrutture, della Cultura e dell’Ambiente, la Regione Toscana, la Provincia di Siena, il Comune di Sovicille, l’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale e il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud.
Il documento illustra gli interventi previsti, che includono la demolizione dell’attuale aerostazione e la costruzione di un nuovo terminal polifunzionale, la realizzazione di nuovi hangar, piazzali aeroportuali e parcheggi per gli hangar, l’adeguamento normativo della taxiway e la sistemazione della viabilità perimetrale e di accesso. Questi interventi mirano a migliorare l’efficienza operativa e la sicurezza dello scalo, oltre a ottimizzare l’organizzazione logistica e infrastrutturale.
Tempistiche e prossimi passi
Le amministrazioni avranno quindici giorni per chiedere chiarimenti o integrazioni e non più di trenta giorni per esprimere le proprie determinazioni. La Conferenza dovrà concludersi entro quarantacinque giorni dalla convocazione. In assenza di una risposta nei termini previsti, la normativa considera acquisito l’assenso senza condizioni.
La convocazione della conferenza di servizi arriva dopo le dichiarazioni dell’onorevole Francesco Michelotti, che ha indicato Siena-Ampugnano tra gli scali strategici del nuovo sistema nazionale di Regional Air Mobility. Michelotti ha annunciato il completamento delle indagini tecniche sulla pista e l’avvio della gara per la riqualificazione della pista, prevista entro l’estate o al più tardi a settembre, che non rientra in questa nuova procedura.
Il dibattito sul rilancio dell’aeroporto è destinato a intensificarsi, con posizioni favorevoli e contrarie che si faranno sentire. Tuttavia, per un territorio penalizzato nei collegamenti, rinunciare alla riqualificazione di un’infrastruttura già esistente sarebbe una scelta difficile da comprendere.