Gestori preoccupati

Ribasso Eni, Faib Siena: perdite fino a 7mila euro

La riduzione annunciata potrebbe pesare sulle scorte comprate alle vecchie condizioni economiche.

Ribasso Eni, Faib Siena: perdite fino a 7mila euro

Forte preoccupazione tra i gestori degli impianti di carburante della provincia di Siena per le modalità con cui Eni intende applicare il ribasso annunciato sui prezzi alla pompa. A sollevare il problema è Faib, la sigla di categoria aderente a Confesercenti, secondo cui l’operazione rischia di trasferire sui piccoli imprenditori una parte significativa dei costi della riduzione.

Il nodo riguarda soprattutto il carburante già presente nelle cisterne, acquistato dai gestori quando erano in vigore condizioni economiche diverse. Il margine medio dell’impianto, spiega Faib, si aggira tra 2 e 3 centesimi al litro. Se il prezzo al pubblico venisse ridotto immediatamente di circa 17 centesimi, il prodotto acquistato in precedenza potrebbe essere venduto con una perdita effettiva stimata tra 14 e 15 centesimi per litro.

Il peso delle giacenze

Secondo le stime dell’associazione, l’impatto dipenderebbe dai quantitativi presenti nei singoli impianti. Per le scorte acquistate alle vecchie condizioni, la perdita potrebbe variare indicativamente tra 3mila e 7mila euro per impianto. Faib ritiene inoltre insufficienti i ristori prospettati finora da Eni rispetto al possibile danno economico connesso alle giacenze.

Un esempio riportato dalla categoria riguarda un impianto con 20mila litri complessivi tra i diversi prodotti, quantità normalmente venduta in tre o quattro giorni. In condizioni ordinarie, quella scorta consentirebbe di ottenere un utile lordo di circa 600 euro. Con l’applicazione immediata del nuovo prezzo, sostiene Faib, il gestore potrebbe invece registrare una perdita netta di 3.500 euro, oltre al mancato utile.

La richiesta a Eni

Il presidente provinciale di Confesercenti Siena, Filippo Rossi, contesta che una campagna commerciale presentata come un sostegno agli automobilisti possa essere finanziata, anche solo in parte, dai gestori. La richiesta dell’associazione è che Eni si faccia carico integralmente dell’eventuale differenza, garantendo il rimborso fino all’ultimo centesimo delle perdite maturate sulle scorte già acquistate.

In assenza di una copertura completa, alcuni gestori potrebbero non riuscire ad applicare subito il prezzo annunciato, almeno fino all’esaurimento del carburante comprato alle precedenti condizioni. L’obiettivo sarebbe evitare la vendita sotto il costo di acquisto, in un settore caratterizzato da margini ridotti. Faib riconosce il possibile disagio per gli automobilisti, ma ribadisce che gli sconti decisi dalla compagnia devono essere sostenuti da chi li promuove e non dai titolari degli impianti.