Le dichiarazioni di Carlo Cimbri, numero uno di Unipol, dividono il fronte politico toscano impegnato a discutere il futuro di Banca Mps. L’intervista nella quale il manager ha annunciato una correzione della rotta sull’acquisizione dell’istituto, riportando Siena al centro del progetto, viene interpretata in modi opposti dai principali esponenti coinvolti nel confronto.
Da una parte ci sono il presidente della Regione Eugenio Giani e il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che considerano le parole di Cimbri un passaggio in grado di chiarire il quadro sull’operazione tra Intesa Sanpaolo e Unipol. Dall’altra, la presidente della Provincia Agnese Carletti invita a non attribuire all’intervista un peso risolutivo rispetto al dibattito aperto da settimane.
Le due interpretazioni
Carletti ha infatti ridimensionato la portata dell’intervento del numero uno di Unipol: le dichiarazioni, a suo giudizio, non aggiungono e non tolgono niente rispetto alla discussione in corso. La posizione si contrappone a quella espressa da Renzi due giorni fa, durante la Festa de l’Unità di Bologna.
Secondo Renzi, in Toscana e nel Partito democratico erano emerse preoccupazioni sull’operazione, ma l’intervista di Cimbri avrebbe fugato i dubbi. Il leader di Italia Viva ha definito quelle parole molto importanti e ha sostenuto che l’intesa tra Intesa e Unipol sia un’operazione italiana e di mercato.
Il tema si inserisce in un confronto politico già segnato dal dibattito sul possibile smembramento di Mps. Le posizioni di Elly Schlein e Stefano Bonaccini, favorevoli a lasciare decidere il mercato, sono state lette come un orientamento non contrario all’operazione di Intesa Sanpaolo. Da Siena, invece, il Partito democratico continua a chiedere un intervento del governo per tutelare le prerogative della banca.
Gli appuntamenti istituzionali
La diversa lettura delle parole di Cimbri rischia di mettere alla prova un fronte che finora si è presentato unitario, anche se il lavoro politico è orientato a evitare una rottura. Il confronto proseguirà nel consiglio comunale aperto previsto domani e nel vertice con tutti i parlamentari toscani convocato per giovedì.
Carletti ha richiamato proprio l’unità che aveva contribuito a portare i rappresentanti del territorio all’incontro al ministero. Resta quindi da capire se l’intervista possa modificare davvero gli equilibri e le richieste avanzate nelle sedi istituzionali oppure se il nodo riguardi soprattutto i rapporti politici storici tra Toscana ed Emilia-Romagna. Il futuro di Mps resta così al centro di una discussione nella quale le stesse parole vengono utilizzate per sostenere letture profondamente diverse.