Siena prova a presentarsi compatta sulla salvaguardia di Monte dei Paschi, ma il confronto istituzionale fa emergere anche differenze di metodo e tensioni politiche. Il Consiglio comunale aperto dedicato al futuro della banca ha riunito Comune, Provincia e Regione, insieme a enti economici, sindacati, ordini professionali e associazioni di categoria. Al centro del dibattito la tutela dell’integrità dell’istituto, dei livelli occupazionali, dei centri direzionali e del marchio.
Nella sala del Capitano del Popolo, affollata per l’occasione, gli interventi hanno seguito una linea condivisa: evitare lo smembramento della banca paventato in relazione all’operazione di Intesa Sanpaolo e mantenere un fronte comune, oltre le appartenenze politiche. Il passaggio dalle dichiarazioni di principio alle iniziative concrete, tuttavia, si è rivelato meno semplice del previsto.
La proposta della Provincia
La sindaca Nicoletta Fabio ha ribadito che Mps rappresenta una questione di rilevanza nazionale e che per Siena è irrinunciabile preservarne integrità, autonomia, forza e competitività. A suscitare sorpresa è stata però la proposta della presidente della Provincia, Agnese Carletti, che ha chiesto un’audizione degli enti locali presso la commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo del Senato.
Carletti ha spiegato di voler continuare a rappresentare le istanze del territorio con rigore, compattezza e fermezza istituzionale. La sindaca, a margine della seduta, ha definito l’iniziativa inattesa, ricordando che Comune e Provincia si erano accordati per condividere ogni passaggio. Fabio ha comunque annunciato che procederà con gli approfondimenti necessari.
Il confronto politico
Il dibattito ha registrato anche uno scambio a distanza tra il parlamentare senese Francesco Michelotti, di Fratelli d’Italia, e il presidente della Regione Eugenio Giani. Michelotti ha criticato gli apprezzamenti espressi dal governatore dopo le rassicurazioni dell’amministratore delegato di Unipol, Cimbri, sul futuro di Mps. Il parlamentare ha richiamato inoltre le garanzie del ministro Giorgetti sul mantenimento del 4,8% detenuto dallo Stato e ha accusato il precedente sistema politico di avere utilizzato banca e fondazione come strumenti di potere.
Giani, arrivato dopo l’intervento di Michelotti, ha cercato di abbassare i toni. Il presidente regionale ha richiamato la legge Amato e sostenuto che l’integrità di Mps costituisce un interesse nazionale. Ha inoltre invitato lo Stato a utilizzare la propria quota del 4,8% nell’assemblea dei soci per tutelare il patrimonio della banca, evitando però di concentrarsi sui commenti legati alle singole interviste.
Il senatore del Partito democratico Silvio Franceschelli ha sottolineato che il futuro di Mps e della sua rete di credito riguarda Siena, la Toscana e l’intero Paese. Secondo Franceschelli, la vicenda dovrà essere valutata sia alla luce delle operazioni finanziarie e dei pareri delle autorità di vigilanza, sia per gli effetti sul radicamento territoriale e sul credito alle imprese e alle famiglie.
I consiglieri regionali Simone Bezzini ed Enrico Tucci hanno infine ricordato la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 7 luglio sulla salvaguardia del Monte dei Paschi. La posizione espressa durante la seduta è che la collaborazione tra le istituzioni rappresenti lo strumento principale per tutelare la banca e il suo ruolo nel territorio.