Occupazione bancaria

Mps, in bilico il futuro di 2.200 lavoratori

La possibile cessione degli sportelli alimenta timori per competenze e indotto nel territorio senese

Mps, in bilico il futuro di 2.200 lavoratori

Sono 2.200 i dipendenti del Monte dei Paschi di Siena presenti nella provincia, ai quali si aggiungono centinaia di persone impiegate nell’indotto. Un dato che evidenzia il peso dell’istituto sull’economia locale e rende particolarmente delicata la partita aperta nel mercato finanziario attorno al futuro della banca.

Secondo Cristina Pascucci, segretaria della Fisac Cgil di Siena, il numero comprende anche gli oltre 1.600 addetti che lavorano nella direzione generale dell’istituto, con sede nel capoluogo. La presenza del Monte dei Paschi non riguarda quindi soltanto gli uffici e le filiali, ma coinvolge una rete di attività e professionalità che si estende all’intero territorio provinciale.

Il nodo della rete degli sportelli

Tra gli aspetti che preoccupano il sindacato c’è la sorte della rete commerciale, composta da circa 50 sportelli distribuiti nella provincia di Siena. Il riferimento è all’operazione che potrebbe portare al passaggio di una parte della rete a Intesa Sanpaolo e di un’altra a Bper. L’ipotesi, ancora da definire nei suoi effetti concreti, potrebbe determinare una divisione della rete delle filiali.

Il quadro dovrà essere valutato anche alla luce delle eventuali sovrapposizioni territoriali tra gli istituti coinvolti. Su questo punto dovranno intervenire le autorità competenti in materia di concorrenza, chiamate a esaminare l’operazione e le sue conseguenze sul mercato.

Le preoccupazioni del sindacato

La Fisac Cgil considera incerti gli effetti dell’operazione sull’occupazione e sull’organizzazione della presenza del Monte dei Paschi nel territorio. Pascucci osserva che i soggetti coinvolti potrebbero essere due, ma che lo scenario potrebbe allargarsi nel caso di ulteriori cessioni di sportelli.

La principale preoccupazione riguarda il possibile impoverimento nel lungo periodo di professionalità e competenze. Per il sindacato, le rassicurazioni finora emerse sulla stampa non sono sufficienti a dissipare i timori legati alla continuità occupazionale, alla permanenza delle funzioni direzionali e al ruolo della banca nell’economia della provincia.