Le prossime settimane saranno decisive per il futuro di Monte dei Paschi di Siena. Sul tavolo ci sono due ipotesi contrapposte e, intorno alle possibili evoluzioni dell’istituto, il quadro politico continua a mostrare posizioni diverse sia tra i partiti sia all’interno della stessa maggioranza di governo.
L’amministratore delegato Luigi Lovaglio lavora all’obiettivo di rafforzare il ruolo della banca e guarda alla prossima assemblea dei soci, convocata per il 29 ottobre. In quella sede è atteso un passaggio rilevante per il percorso dell’istituto senese, mentre prosegue il confronto sulle strategie industriali e societarie.
Le posizioni nella maggioranza
Nel dibattito è intervenuto il sottosegretario leghista Federico Freni, con una valutazione favorevole sull’operazione promossa da Intesa Sanpaolo insieme a Unipol. Freni l’ha definita strutturata, importante e intelligente, giudicando invece la contromossa di Mps come difensiva e meno strutturata. Secondo il sottosegretario, soltanto una delle due operazioni potrà andare a buon fine.
Il giudizio di Freni si discosta da quello espresso dal vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che aveva dichiarato di non voler sostenere una delle due ipotesi e aveva auspicato la nascita di un terzo polo bancario, con Mps nel ruolo di possibile protagonista. La divergenza si aggiunge alle posizioni già differenti emerse nel Partito democratico e in Forza Italia.
Il nodo delle concentrazioni
Tra gli aspetti richiamati dal sottosegretario c’è anche la questione antitrust. A suo giudizio, almeno una delle operazioni sarebbe stata progettata per affrontare preventivamente i problemi legati alla concentrazione degli sportelli. In questo quadro, la possibile partecipazione di Unipol alla seconda fase dell’operazione attraverso Bper potrebbe contribuire, secondo Freni, a risolvere il tema della distribuzione della rete.
Resta inoltre aperto il capitolo della quota di Mps ancora detenuta dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Freni ha spiegato che il Tesoro procederà alla dismissione nel momento ritenuto più conveniente per il ministero e per i cittadini, escludendo che quella partecipazione debba servire a influenzare la scelta tra le due operazioni.
Il prossimo appuntamento indicato nel percorso è l’assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, prevista per giovedì, chiamata a dare il via libera all’operazione nei confronti di Siena. Il passaggio rappresenterà un ulteriore elemento di valutazione in una vicenda ancora segnata dal confronto politico e dalle diverse prospettive sul futuro di Mps.