Le opportunità di collaborazione tra ricerca scientifica e tecnologia sono state al centro dell’intervento di Francesco Macrì, presidente di Leonardo, nel quadro del dialogo con la Fondazione Biotecnopolo. Secondo Macrì, l’incontro tra competenze complementari può creare le condizioni per affrontare temi strategici e rafforzare la sicurezza nazionale.
Il presidente ha sottolineato come il concetto di sicurezza abbia oggi confini più ampi rispetto alla sola difesa tradizionale. La protezione riguarda anche persone, infrastrutture, reti, servizi essenziali e patrimonio scientifico. In questo scenario, ha spiegato, le minacce biologiche, digitali e ibride risultano sempre più interconnesse e possono produrre conseguenze sull’economia e sulla società.
La tecnologia al servizio della prevenzione
Macrì ha indicato in supercalcolo, intelligenza artificiale e cybersecurity strumenti decisivi per accelerare la ricerca e prevenire nuove minacce. Un ospedale o un laboratorio, ha osservato, sono ormai anche infrastrutture digitali: proteggere la salute significa quindi garantire la sicurezza dei dati e delle reti, oltre alla continuità dei servizi.
In questo quadro, Leonardo potrebbe contribuire al settore biotecnologico mettendo a disposizione infrastrutture, competenze ingegneristiche, capacità di industrializzazione, standard di sicurezza e collegamenti con ecosistemi internazionali. Le grandi imprese, secondo il presidente, possono svolgere una funzione di connessione tra il mondo scientifico e quello industriale, mentre il settore pubblico può definire priorità di lungo periodo e favorire condizioni stabili per investimenti che richiedono tempi estesi.
Investimenti e collaborazioni
Il dialogo con la Fondazione Biotecnopolo, ha aggiunto Macrì, punta a creare connessioni tra capacità scientifiche e industriali per rafforzare la resilienza e l’autonomia tecnologica del Paese. L’obiettivo è anche tutelare le conoscenze e sostenere lo studio di fenomeni biologici complessi attraverso infrastrutture avanzate.
Nel corso del suo intervento, il presidente ha ricordato i numeri dell’impegno di Leonardo: nel 2025 il gruppo avrebbe investito circa 3 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, con circa 17mila persone dedicate e oltre 120 collaborazioni con università e centri di ricerca. La protezione di reti e banche dati è stata indicata come una condizione essenziale per sviluppare queste opportunità e preservare il patrimonio di conoscenze.