La Camera penale di Siena e Montepulciano prende posizione sugli sviluppi del caso che coinvolge l’ex presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari. In una lunga nota, il consiglio direttivo, guidato dalla presidente Michela Rossi, critica il metodo adottato dalla commissione parlamentare d’inchiesta e il modo in cui alcune anticipazioni sono state rilanciate dalla stampa.
Secondo l’organismo forense, il richiamo al diritto di cronaca rischia di trasformarsi in una forma di gossip giudiziario, spostando l’accertamento dei fatti e delle responsabilità dalla sede naturale, quella del procedimento penale, agli schermi televisivi. La Camera penale sottolinea inoltre che, nel caso in questione, un procedimento penale non risulta ancora avviato, mentre il dibattito pubblico avrebbe già assunto i contorni di un giudizio.
La critica al metodo dell’inchiesta
Nel documento viene definito l’ennesimo processo mediatico quello originato dalle anticipazioni giornalistiche sul lavoro istruttorio della commissione parlamentare. La Camera penale contesta in particolare la diffusione di nomi e cognomi di persone indicate come ipoteticamente coinvolte, insieme ai dettagli delle accuse, prima dell’eventuale ascolto dei soggetti interessati.
Per il consiglio direttivo, questa sequenza rovescia i principi dell’accertamento dei fatti e mette in discussione le garanzie costituzionali. La nota descrive quanto sta accadendo come una forma di processo pubblico priva di regole, con il rischio di creare una soluzione politica già definita per una vicenda che, secondo i penalisti, non ha ancora assunto natura giudiziaria.
Il ruolo dei programmi televisivi
Nel mirino finiscono anche i programmi che propongono processi alternativi nelle trasmissioni televisive. La Camera penale sostiene che il loro obiettivo immediato possa essere legato all’audience e agli introiti pubblicitari, mentre l’effetto più grave sarebbe il consolidamento, nel pubblico, di un’idea di giustizia diversa da quella che può essere amministrata solo nelle aule giudiziarie.
La commissione parlamentare, si legge nella nota, rischierebbe così di abbandonare il proprio ruolo istituzionale per diventare un palcoscenico orientato al consenso, a scapito delle garanzie della persona coinvolta. La Camera penale di Siena e Montepulciano ribadisce quindi la propria denuncia contro l’esposizione mediatica di contenuti delicati e giuridici.
La presa di posizione viene motivata anche dal legame territoriale con la vicenda: Giuseppe Mussari è un avvocato iscritto al foro di Siena. L’organismo forense annuncia che continuerà a intervenire su pratiche ritenute contrarie allo Stato di diritto, auspicando un maggiore rispetto dell’etica tanto nella politica quanto nell’informazione.