Il Terra di Siena International Film Festival ha celebrato il traguardo della trentesima edizione con una serata dedicata a Franco Zeffirelli. L’iniziativa si è svolta al Teatro dei Rinnovati di Siena e ha rappresentato l’anteprima del programma previsto dal 13 al 17 ottobre, con la presentazione in prima mondiale del progetto speciale Zeffirelli – l’ultima opera, diretto da Federico Fazzuoli.
L’appuntamento è stato introdotto dal direttore dei Teatri di Siena Vincenzo Bocciarelli e coordinato dal giornalista Carlo Gentile. Sul palco sono intervenuti attori, registi, produttori e rappresentanti di istituzioni culturali, chiamati a condividere ricordi e aneddoti legati al regista fiorentino e al suo lavoro.
I ricordi degli artisti
Massimo Ghini ha raccontato il primo incontro con Zeffirelli a Positano, quando aveva 26 anni ed era arrivato da Roma per un’audizione. L’attore ha ricordato l’accoglienza nella villa del regista e il successivo provino, durato soltanto pochi istanti: dopo aver ascoltato le prime parole del brano preparato, Zeffirelli gli comunicò che era stato scelto.
Luca Verdone ha invece ripercorso il rapporto nato quando aveva 14 anni, grazie all’amicizia tra le rispettive famiglie. Un biglietto scritto da Zeffirelli al padre, nel quale il regista elogiava l’intelligenza del ragazzo, favorì il suo ingresso nel cinema come terzo assistente durante la lavorazione di Fratello Sole e Sorella Luna. Verdone ha ricordato anche l’insegnamento ricevuto: lo spettacolo, secondo Zeffirelli, è movimento.
Il regista Fabrizio Guarducci ha condiviso un episodio legato alle riprese de La Lupa con Anna Magnani, mentre il produttore Matteo Cichero ha raccontato l’abitudine di Zeffirelli di rivedere i propri film nella villa sull’Appia, soffermandosi su ogni dettaglio. Gli interventi hanno restituito un ritratto personale e professionale del regista, attraverso esperienze maturate sul set e fuori dal lavoro.
Documenti e immagini dall’archivio
Nel corso della serata il direttore dell’Accademia Musicale Chigiana, Angelo Armiento, ha presentato fotografie e carteggi dedicati agli anni della formazione di Zeffirelli all’Accademia e al rapporto con il conte Chigi Saracini. Vincenzo Bocciarelli ha inoltre letto il messaggio inviato per l’occasione dall’ambasciatore dell’Oman in Italia.
Maria Pia Corbelli, ideatrice e fondatrice della manifestazione, ha richiamato il significato del festival e degli appuntamenti in programma a ottobre. Federico Fazzuoli ha infine introdotto il documentario dedicato all’allestimento del Rigoletto realizzato nel 2022 alla Royal Opera di Muscat, illustrando il lavoro su costumi e scenografie. La serata ha così unito testimonianze, materiali d’archivio e immagini per ricordare il percorso artistico di Zeffirelli.