Scenario societario

Generali valuta l’offerta di Mps per Banca Generali

Il cda del Leone avvia l’esame dell’operazione, mentre politica e istituzioni divergono sulla tutela dell’istituto senese

Generali valuta l’offerta di Mps per Banca Generali

Il consiglio di amministrazione di Generali ha annunciato la propria disponibilità a valutare l’offerta avanzata da Banca Mps per Banca Generali. La proposta, definita non concordata né sollecitata, viene considerata dal Leone come un’operazione in grado di aprire prospettive di collaborazione industriale e nuove opportunità di sviluppo.

La posizione è stata formalizzata al termine di una riunione durata meno di due ore. In una nota, il cda ha spiegato di aver avviato un processo per analizzare in modo approfondito le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell’offerta. La valutazione sarà condotta nel rispetto della procedura prevista per le operazioni con parti correlate.

Un primo passaggio nel confronto bancario

Il riferimento a una possibile collaborazione in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le società rappresenta l’elemento di maggiore novità rispetto alla risposta arrivata da Banco Bpm, che aveva evidenziato alcune criticità prima di comunicare l’intenzione di esaminare comunque la propria proposta. Per Generali, il percorso appena avviato costituisce soltanto un primo passaggio e non equivale a un giudizio definitivo sull’operazione.

La partita resta quindi aperta e l’evoluzione sarà osservata nelle prossime settimane. Anche le reazioni dei mercati, viene sottolineato, non possono essere interpretate come valutazioni immediate o conclusive. Intanto Intesa Sanpaolo non ha annunciato modifiche alla propria offerta e ha reso noto un esposto inviato alla Consob.

Le divisioni sul fronte politico

Il confronto coinvolge anche istituzioni, forze politiche e rappresentanze territoriali, dopo l’incontro con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al quale hanno partecipato la sindaca Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani.

Nel Partito democratico sono emerse posizioni differenti. Il presidente Stefano Bonaccini ha sostenuto che la scelta debba essere affidata al mercato, senza sostenere una delle offerte, indicando al tempo stesso la necessità di rafforzare i gruppi bancari senza penalizzare i territori. Giani ha invece ribadito che Mps è una banca particolare, da preservare nella propria soggettività e da non frammentare.

Una linea ancora diversa è stata espressa dal segretario provinciale del Pd Nico Bartalini, secondo il quale l’integrità dell’istituto rappresenta un interesse nazionale e il governo dovrebbe attivarsi per tutelarla. Il coordinatore del Movimento 5 Stelle Alessandro Fanetti ha infine definito la missione romana una serie di false vittorie, accusando l’esecutivo e il ministero dell’Economia di non affrontare il rischio di dissoluzione della banca.