In un afoso pomeriggio di agosto, circa centocinquanta persone si sono radunate presso la Filarmonica di San Rocco a Pilli per assistere alla presentazione del libro di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, dal titolo ‘Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica’, scritto insieme a Carlo Bonini e edito da Feltrinelli. Il volume tratta temi cruciali per la sicurezza del Paese, delineando un programma di azioni per un futuro ministero dell’Interno, nel caso di una vittoria del centrosinistra.
Gabrielli ha parlato con pragmatismo, affermando che se fosse interpellato dal presidente incaricato, accetterebbe di servire il Paese, ma solo se il contenuto del libro venisse integrato nel programma ministeriale. Critica alla violenza e alla giustizia inefficiente, ha dichiarato che “la sicurezza non va solo percepita, ma garantita concretamente”, ribadendo l’importanza di rispondere alle paure dei cittadini.
La strada verso la sicurezza
Durante il suo intervento, Gabrielli ha trattato anche altri argomenti rilevanti, come l’importanza della risposta alle violenze contro le istituzioni statali, sottolineando l’impossibilità di tollerare atteggiamenti violenti. Ha richiamato l’attenzione sulla giustizia, definita «sistematicamente negata», e ha messo in guardia rispetto alle attese di anni per ottenere risposte legali. “La percezione della sicurezza – ha affermato – deve essere sostituita da un’analisi più profonda del tema, perché chi ha paura non va irriso ma supportato”.
Gabrielli ha anche esplicitato la necessità di un approccio che contempli la repressione quando la prevenzione non è sufficiente, affermando che la sicurezza deve essere considerata un mix di entrambi gli aspetti. Infine, ha esaminato fenomeni migratori e la difficoltà di gestire afflussi di massa senza commettere errori geopolitici, esprimendo una chiara posizione: “È necessario governare il fenomeno invece di subirlo”.
Verso un futuro incerto
Nel dibattito attuale, ci sono indubbiamente delle resistenze all’interno del Partito Democratico e, in generale, nel panorama politico, dove le distanze con il centrodestra risultano evidenti. Gabrielli ha affermato di aver cercato di far luce su queste problematiche attraverso il suo libro, sentendosi un servitore dello Stato dopo quasi 38 anni di carriera. Se il centrosinistra dovesse vincere e fosse chiamato a ricoprire un ruolo ministeriale, non potrebbe rifiutare, dato che il suo programma trova ascolto in un contesto sempre più complesso.