Scelte decisive

Fondazione Mps, due strategie in vista dell’assemblea

La deputazione generale dovrà indicare la linea: sostegno al piano Lovaglio oppure confronto con Intesa Sanpaolo.

Fondazione Mps, due strategie in vista dell’assemblea

La Fondazione Mps si avvicina a un passaggio decisivo per definire la propria posizione in vista dell’assemblea della banca. Dopo la fuga in avanti del presidente Riccardo Coppini e la successiva marcia indietro, all’interno dell’ente restano aperte due possibili strategie, mentre le diplomazie lavorano per evitare una frattura.

La deputazione amministratrice e i sindaci revisori hanno già confermato all’unanimità il corretto iter seguito per definire il posizionamento della Fondazione. Il voto ha visto d’accordo anche Coppini, dopo le tensioni emerse nei giorni precedenti. Ora l’attenzione è rivolta alla riunione della deputazione generale, convocata nel primo pomeriggio di venerdì, e al successivo incontro della deputazione amministratrice, previsto nel pomeriggio inoltrato.

Il sostegno al piano Lovaglio

La prima ipotesi consiste nell’appoggiare il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, mantenendo una posizione netta in difesa dell’identità senese di Mps. Questa scelta sarebbe in continuità con gli orientamenti espressi nei mesi scorsi dagli enti locali e dalle forze politiche del territorio, contrari all’ipotesi di uno smembramento della banca.

Il riferimento è agli effetti che potrebbero seguire al perfezionamento dell’Opas di Intesa Sanpaolo, compresa la cessione di importanti asset a Unipol-Bper. Una linea di contrapposizione piena comporterebbe, di fatto, la sconfessione delle posizioni sostenute da Coppini nei giorni scorsi e aprirebbe uno strappo interno difficile da ricomporre.

Il possibile confronto con i nuovi interlocutori

La seconda strada guarda invece al dialogo con il gruppo che potrebbe arrivare alla guida di Mps. La valutazione, condivisa secondo il testo anche da altri interlocutori, parte dall’idea che la sfida assembleare possa essere già indirizzata dalle scelte dei grandi azionisti, con Delfin e Caltagirone in prima fila.

In questo scenario, la Fondazione potrebbe scegliere di confrontarsi con i vertici di Intesa Sanpaolo, a partire da Carlo Messina, e successivamente con Carlo Cimbri. Sul tavolo verrebbero portate le principali richieste avanzate negli ultimi mesi: garanzie occupazionali, tutela del marchio, mantenimento del radicamento territoriale e presenza della direzione generale a Siena.

La riunione della deputazione generale servirà a fornire l’indirizzo alla deputazione amministratrice, chiamata poi a definire la posizione dell’ente in vista dell’assemblea della banca, che si terrà la prossima settimana nell’auditorium di viale Mazzini. La decisione dovrà stabilire se confermare una linea di netta opposizione oppure autorizzare una piattaforma di confronto con i possibili nuovi proprietari.

Al momento non sono escluse soluzioni condivise. La risposta definitiva spetta al presidente Coppini, che dovrà sottoporla alle deputazioni per ottenere eventualmente il via libera. Le ultime 48 ore saranno quindi decisive per definire la strategia della Fondazione e limitare il rischio di divisioni interne.