Vertenza industriale

Ex Beko, i sindacati contro lo spezzatino a Siena

Fim, Uilm e Fiom chiedono un piano unitario e garanzie per circa 300 addetti, mentre resta aperto il confronto sull’area.

Ex Beko, i sindacati contro lo spezzatino a Siena

Le organizzazioni sindacali respingono l’ipotesi di suddividere in più lotti il sito dell’ex Beko di viale Toselli a Siena. La proposta è emersa dopo l’annuncio della disponibilità di Leonardo a contribuire alla reindustrializzazione dell’area, ma ha suscitato perplessità tra i rappresentanti dei lavoratori, preoccupati per le ricadute sul futuro occupazionale dei circa 300 dipendenti coinvolti nella vertenza.

La richiesta di un progetto unico

Gabriele Corradi, manager nominato da Palazzo pubblico nel consiglio di amministrazione della Sviluppo Industriale Siena srl, ha indicato la possibile necessità di pubblicare un nuovo bando. L’obiettivo sarebbe dividere la superficie industriale, estesa per 40mila metri quadrati, in almeno quattro lotti invece dei due attualmente previsti, così da favorire il rilancio dell’insediamento.

La Fim Cisl di Siena, attraverso il segretario Giuseppe Cesarano, contesta però questa prospettiva. Secondo il sindacato, le dichiarazioni attribuite a Corradi non sarebbero compatibili con l’esigenza di garantire tempi certi alla reindustrializzazione. La richiesta è che il confronto resti nell’ambito del tavolo del Mimit, con chiarimenti sugli investitori interessati, sul progetto industriale, sui tempi di attuazione e sulle garanzie occupazionali. La posizione della Fim è quindi quella di un unico intervento, senza suddivisioni del sito.

Il confronto su Leonardo

Massimo Martini, coordinatore provinciale della Uil, mantiene un atteggiamento più prudente ma considera vincolanti le parole pronunciate dal ministro Adolfo Urso durante il tavolo nazionale. Il ministro avrebbe manifestato la volontà politica di affidare a Leonardo il rilancio dell’area di viale Toselli con l’obiettivo di coinvolgere tutti i lavoratori. Restano tuttavia aperte le procedure relative alle manifestazioni di interesse e agli interventi di bonifica, compresi quelli sul sottosuolo e sul tetto.

Martini ha ricordato inoltre che Urso avrebbe incaricato i propri uffici di coordinare il confronto tra Leonardo e Invitalia, impegnata nel percorso di reindustrializzazione. Per il sindacato sarà necessario verificare l’utilità del lavoro svolto finora e capire se l’azienda intenda adottare procedure diverse da quelle già avviate. Secondo la Uil, dopo l’intervento del ministro la riunione romana si è concentrata soprattutto sul sito senese, nonostante le difficoltà presenti anche negli stabilimenti di Cassinetta, Melano e Comunanza e negli uffici di staff.

Daniele Calosi, segretario regionale della Fiom Cgil, ribadisce che la posizione unitaria dei sindacati è contraria allo spezzettamento, ritenuto un rischio per la riassunzione di tutti i lavoratori. Calosi chiede inoltre che Leonardo si impegni a realizzare a Siena produzioni civili, considerate dal sindacato le sole in grado di offrire garanzie concrete. Critiche anche ai toni usati da Corradi nei confronti delle organizzazioni sindacali: la Fiom annuncia che continuerà a sostenere le proprie richieste nel confronto con il ministero e con l’azienda.