Don Vittorio Giglio è il nuovo delegato regionale della Caritas Toscana. La nomina è arrivata dalla Conferenza Episcopale Toscana e assegna al sacerdote il compito di collegare la Caritas Italiana con le 17 diocesi della regione.
Giglio continuerà a guidare la Caritas delle diocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Il nuovo incarico si aggiunge dunque alle responsabilità già svolte sul territorio senese e nella diocesi di Montepulciano. Il sacerdote ha definito il servizio impegnativo e gravoso, spiegando di voler procedere con cautela e nel segno della collaborazione.
Il coordinamento delle diocesi
Il delegato regionale dovrà favorire il raccordo tra le diverse realtà diocesane, valorizzando le esperienze maturate nei territori. Don Giglio ha ricordato il lavoro del predecessore, don Emanuele Morelli, direttore della Caritas di Pisa, e ha sottolineato l’intenzione di inserirsi nel nuovo ruolo in punta di piedi.
Tra i primi obiettivi indicati c’è la mappatura della situazione regionale, con un’analisi dei problemi affrontati dalle varie Caritas e delle risposte già messe in campo. L’obiettivo è individuare le pratiche più utili e favorirne la condivisione tra le diocesi toscane.
L’esperienza maturata a Siena
Nel corso dell’intervista, don Giglio ha richiamato il lavoro svolto a Siena nell’accoglienza dei richiedenti asilo. Ha ricordato anche l’esperienza iniziata a Brindisi nel 1991, con l’arrivo degli albanesi sui barconi, e il legame maturato nel tempo con la Caritas, indicata come uno degli strumenti attraverso i quali ha riscoperto la fede.
Secondo il sacerdote, le difficoltà affrontate a Siena, dove l’arrivo di alcune decine di cittadini pakistani ha richiesto un impegno specifico, rappresentano una parte di un quadro regionale più ampio. In altre città toscane, ha osservato, le problematiche legate all’accoglienza possono essere più complesse. Tra gli elementi da valorizzare ha citato la disponibilità della Caritas senese verso i migranti e le persone in condizioni di bisogno.
Don Giglio ha espresso perplessità anche sull’ipotesi di fissare un tetto al numero di studenti stranieri nelle scuole. Il timore, ha spiegato, è che percorsi separati possano favorire la ghettizzazione invece dell’integrazione. A suo giudizio, la conoscenza della lingua passa anche dalla vita quotidiana, dal dialogo e dalla condivisione delle attività con i coetanei.
Il tema sarà richiamato anche in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma all’Osservanza. Alla celebrazione saranno invitate le comunità cattoliche etniche presenti sul territorio, in un appuntamento dedicato all’incontro tra culture e all’inserimento nella comunità locale.