Donato Di Vincenzo è arrivato a Siena dall’Australia quasi per caso, seguendo il desiderio della moglie Filomena di trasferirsi in Italia. I suoi genitori erano emigrati a Melbourne nel 1955 da Calvello, in provincia di Potenza, ma il legame con le origini italiane si è rafforzato proprio dopo il trasferimento in Toscana. La famiglia ha valutato diverse città, tra Bologna, Modena e Siena, scegliendo infine quest’ultima anche per la presenza di una scuola internazionale per le figlie Emilia e Sofia.
La permanenza iniziale è durata 14 mesi. La famiglia ha vissuto in un appartamento affacciato su piazza del Campo e ha trovato nella città e nelle contrade un ambiente capace di favorire l’integrazione. Le figlie, appassionate di calcio, sono state iscritte al San Miniato. L’esperienza sportiva ha permesso ai genitori di costruire relazioni con altre famiglie, fino alla nascita del Siena Calcio Femminile. Di Vincenzo è entrato nel progetto come consigliere, mantenendo anche i contatti con l’Alberino per consentire alle ragazze di giocare con i maschi e completare il proprio percorso di formazione.
Un modello dedicato al femminile
Alla fine del 2025 il Siena Cf gli ha chiesto di mettere a disposizione il proprio sostegno. Di Vincenzo ha accettato e, insieme all’allora presidente Riccardo Magrini, ha iniziato a sviluppare un progetto ispirato al modello australiano, dove il calcio femminile gode di una maggiore diffusione. Secondo il presidente, a Siena e nel territorio esiste talento, ma manca ancora un sistema strutturato in grado di accompagnarlo.
Il nuovo corso, definito Siena Cf 2.0, punta sulla costruzione di una prima squadra competitiva. Per raggiungere questo obiettivo la società ha acquistato un ramo della Casolese e si è preparata ad affrontare i costi di un campionato di Serie C. Di Vincenzo considera l’investimento una scelta personale e dichiara di voler puntare alla vittoria, senza trasformare l’ambizione in una pressione sulle calciatrici. L’idea è offrire alle ragazze un traguardo sportivo concreto e, quando possibile, anche un’opportunità economica.
Il vivaio e la crescita del territorio
Grande attenzione è riservata al settore giovanile. Nel vivaio sono presenti ragazze provenienti dall’intera provincia di Siena, dall’Umbria e anche da Fano. Per agevolare gli spostamenti delle atlete, la società ha acquistato alcuni pulmini. La dirigenza considera la fiducia delle famiglie uno degli elementi più importanti per consolidare il movimento e ampliare la partecipazione.
Il Siena Calcio Femminile opera nello stesso territorio in cui anche il Siena Football Club ha avviato un settore dedicato alle ragazze. Di Vincenzo esclude una rivalità diretta e sostiene che le due realtà propongano percorsi differenti. La sua società, spiega, vuole concentrarsi esclusivamente sul calcio femminile, senza legarlo necessariamente a una struttura maschile. Per questo non rientra nei suoi programmi l’acquisto di un club maschile.
Nel progetto sono coinvolte anche Milena Bertolini e Federica D’Astolfo, scelte per le competenze professionali e per l’attenzione agli aspetti umani. Prima dei risultati, la società dichiara di voler tutelare il benessere delle ragazze e di assumersi le responsabilità legate alla loro crescita. Tra le idee ancora da sviluppare c’è anche una collaborazione tra calcio e moda, insieme alla ricerca di sponsor capaci di aumentare la visibilità dell’iniziativa e il coinvolgimento del territorio.