Il dolore per la perdita di David Rossi resta immutato a tredici anni dalla sua morte. Antonella Tognazzi e la figlia Carolina Orlandi hanno ripercorso la vicenda durante un’intervista televisiva, soffermandosi sulle conseguenze personali di una storia che continua a essere al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria.
Carolina Orlandi ha raccontato di aver vissuto per anni una sorta di distanza dalle proprie emozioni. Parlare di ematomi, ferite, sangue e morte, ha spiegato, avrebbe richiesto una dissociazione dai sentimenti. Nel corso dell’intervista la giovane si è commossa, ricordando il padre e il rapporto che avrebbe voluto costruire con lui. Ha detto di non aver mai avuto la possibilità di abbracciarlo e di aver perso una persona alla quale chiedere consiglio su ogni aspetto del mondo.
La richiesta di accertare i fatti
Nel corso del programma è stato affrontato anche il capitolo dell’inchiesta. Carolina Orlandi ha sottolineato che la vicenda viene oggi indicata con il termine omicidio, dopo l’apertura di un fascicolo da parte della Dda di Firenze. La famiglia chiede che siano esaminate tutte le ipotesi, senza escludere né la premeditazione né la possibilità di un’intimidazione finita male.
La figlia di Rossi ha evidenziato la necessità di un intervento della magistratura e ha ricordato che sono trascorsi 13 anni, durante i quali molti elementi potrebbero essere andati perduti. Ha inoltre richiamato il precedente contrasto tra le valutazioni istituzionali: da una parte il riconoscimento della possibilità che David Rossi fosse stato ucciso, dall’altra l’ipotesi del suicidio sostenuta in passato dalla procura.
Antonella Tognazzi ha ribadito di non temere ciò che potrebbe emergere dagli accertamenti. A chiunque si sia avvicinato al caso, ha spiegato, la famiglia avrebbe chiesto di andare avanti nella ricerca della verità, qualunque fosse l’esito. La madre ha anche parlato della necessità di tutelare il ricordo di David e del dolore provato per le ricostruzioni o i giudizi che, a suo parere, ne hanno alterato l’immagine.
Il ricordo del 6 marzo 2013
Durante l’intervista sono stati ripercorsi alcuni dei passaggi già noti della vicenda. Il 6 marzo 2013 David Rossi non rispose al telefono della moglie. Carolina raggiunse la Rocca insieme a un collega del manager e lì fu fatta la scoperta. Sono stati ricordati anche il comportamento agitato di Rossi, i segni sui polsi e il riferimento alle cimici che, secondo quanto raccontato, avrebbe fatto alla figlia.
Nel racconto sono comparsi inoltre i biglietti trovati successivamente nel cestino, nei quali Rossi si rivolgeva alla moglie con parole affettuose e con il soprannome Toni, che secondo Tognazzi egli non amava utilizzare perché lo considerava maschile. La trasmissione non ha portato nuove rivelazioni sull’inchiesta, ma ha riportato al centro la sofferenza della famiglia e la richiesta di fare piena luce sulla morte avvenuta a Siena.