A Siena la ricerca di un alloggio per chi frequenta l’università si confronta con canoni elevati, disponibilità limitata e condizioni degli immobili spesso non proporzionate alle richieste economiche. Le testimonianze raccolte tra gli studenti descrivono un mercato nel quale il prezzo non è l’unico ostacolo: in diversi casi gli annunci indicano una preferenza per inquiline donne, escludendo di fatto i candidati maschi.
Annunci e canoni
Francesco Gramegna, studente fuorisede, racconta di aver mantenuto negli anni la stessa sistemazione perché cambiare non sarebbe stato conveniente. La ricerca della camera, spiega, era stata già complessa: alcuni appartamenti venivano affittati soltanto a ragazze. A fronte di richieste economiche considerate alte, le soluzioni disponibili potevano avere stanze piccole, problemi di manutenzione, spazi comuni assenti o condizioni generali non soddisfacenti. Secondo il giovane, inoltre, i prezzi continuano a salire.
La possibilità di contare su conoscenze personali può rendere il percorso più rapido. Mattia Terrosi, studente lavoratore senese, riferisce di avere trovato un’abitazione in circa un mese grazie a contatti nel settore immobiliare. Nel suo caso la soluzione individuata si trova in centro, misura circa 200 metri quadrati, dispone di tre stanze e due bagni ed è stata descritta come in ottime condizioni. Un’esperienza positiva che, però, viene considerata dallo stesso studente una questione di fortuna.
Le spese per chi arriva da fuori
Per chi proviene da un’altra regione, gli annunci online e i gruppi Facebook rappresentano spesso il principale canale di ricerca. Enzo Lucio Nicolais, originario della provincia di Avellino, racconta di pagare 300 euro al mese più 50 euro di spese per una stanza. Il costo, osserva, risente anche della presenza di impianti vecchi. Alla voce abitazione si aggiungono poi le spese quotidiane: l’aumento delle tariffe delle mense, rilevato negli ultimi tre anni, spinge alcuni studenti a preferire la spesa al supermercato, con un ulteriore impatto dell’inflazione sul bilancio familiare.
Anche la condivisione di un appartamento non elimina il problema dei costi. Arianna Chessa, studentessa fuorisede, vive da due anni con il compagno in un bilocale di 50 metri quadrati in centro. Per trovare una soluzione entro i 600 euro ha cercato per mesi, soprattutto sui gruppi social, mentre molti degli annunci consultati proponevano canoni intorno ai 700 euro o superiori. Oltre all’affitto, incidono le spese condominiali e le tasse, aumentate secondo la sua esperienza nel corso degli ultimi due anni.
Giacomo Ferretti riferisce invece di avere trovato un alloggio nel giro di pochi giorni. Anche nella sua ricerca, tuttavia, diversi annunci erano riservati alle ragazze. La soluzione individuata, condivisa con altre due persone, prevede una camera per ciascun inquilino e due bagni, con un canone di circa 380 euro mensili, spese escluse. Il giovane la descrive come un’abitazione in buone condizioni e con costi aggiuntivi non eccessivi.
Il tema riguarda più in generale gli universitari fuori sede e non soltanto Siena. In Toscana, anche a Firenze e Pisa, i prezzi degli alloggi rappresentano una voce rilevante per le famiglie, alla quale si somma il costo della vita. Per molti studenti, sostenere il percorso universitario lontano dalla propria residenza significa quindi affrontare una spesa complessiva che può limitare concretamente la possibilità di studiare fuori sede.