Non più interventi convocati soltanto quando una difficoltà è già esplosa, ma un sistema stabile per individuare in anticipo i segnali di cedimento e costruire risposte condivise. È questo l’obiettivo dell’Accordo per il rilancio del territorio senese, promosso e coordinato da Provincia di Siena e Regione Toscana insieme a Camera di commercio, Fondazione Mps, organizzazioni sindacali, università, associazioni datoriali e di categoria e Comuni.
Il documento nasce da un percorso avviato dalle parti sociali e punta a definire una modalità permanente di analisi e gestione delle situazioni di difficoltà. La presidente della Provincia, Agnese Carletti, ha spiegato che il lavoro consentirà di esaminare con maggiore precisione le crisi e di predisporre strumenti comuni per il rilancio. Tra i primi appuntamenti indicati ci sono la preparazione del nuovo Piano strategico di sviluppo del territorio senese e l’apertura di un tavolo dedicato al Monte dei Paschi.
Un quadro economico ancora fragile
L’intesa si inserisce in un contesto segnato da una crescita contenuta. Dopo l’aumento del Pil provinciale dello 0,3 per cento nel 2025, le previsioni indicano per il 2026 un recupero intorno allo 0,7 per cento. Secondo Massimo Guasconi, presidente della Camera di commercio, le principali difficoltà derivano dall’andamento dei mercati e riguardano i tre comparti più forti dell’economia locale: camper, vino e farmaceutica.
Per il settore dei camper pesa la forte dipendenza dalle esportazioni verso i Paesi europei, a partire dalla Germania, alle prese con crisi industriali come quella di Volkswagen. Nella farmaceutica, invece, le vendite all’estero risentono delle politiche adottate dai singoli Stati. Il comparto vitivinicolo deve fare i conti con le difficoltà di accesso ad alcuni mercati dopo l’introduzione dei dazi negli Stati Uniti.
Le cinque linee di intervento
Il cuore operativo dell’accordo è articolato su cinque direttrici: prevenzione delle crisi e tutela dell’occupazione; scouting pubblico e reindustrializzazione; politiche attive e formazione; pianificazione strategica; tutela del credito e dell’economia reale. Uno dei primi banchi di prova sarà l’ex stabilimento Beko, per il quale l’obiettivo dichiarato è favorire la reindustrializzazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Il consigliere regionale Valerio Fabiani ha sottolineato che l’esperienza maturata durante la crisi Beko deve diventare uno strumento stabile di governo. La Regione intende collaborare con il Governo e con Invitalia, cui spetta un ruolo nel percorso di reindustrializzazione, per accompagnare la ricerca di nuove prospettive produttive.
Il protocollo prevede inoltre il monitoraggio delle condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie e delle conseguenze occupazionali e territoriali legate alle trasformazioni del sistema bancario. Tra i firmatari figurano anche Confesercenti Siena, Legacoop Toscana, Confcooperative, Confindustria Toscana Sud, Cna Siena, Confartigianato Siena, Confcommercio Siena, Cia Siena, Anmil, Uici, Confapi, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri.