Il tema dell’immigrazione continua ad alimentare il dibattito pubblico, ma la complessità del fenomeno richiede un approccio fondato su regole, capacità amministrativa e una visione di lungo periodo. È questa la premessa dell’analisi firmata da Novello Machiarelli, secondo cui la discussione non dovrebbe ridursi alla contrapposizione tra slogan, polemiche sui social e posizioni ideologiche.
La gestione dei flussi, viene sottolineato, dovrebbe distinguere tra immigrazione regolare e irregolare, coniugando il principio di solidarietà con la tutela dei territori e della popolazione. Sebbene nelle ultime settimane l’attenzione si sia concentrata sulla situazione lungo il versante spagnolo, l’Italia continua a essere indicata come una delle principali porte d’ingresso in Europa, soprattutto attraverso la rotta del Mediterraneo.
I numeri della presenza irregolare
Secondo una stima della Fondazione Ismu riferita al 1° gennaio 2025, in Italia erano presenti circa 339.000 cittadini in condizioni di irregolarità. La quota, sulla base di fonti governative citate nel testo, rappresenterebbe il 5,7% della presenza straniera complessiva. Un dato distinto riguarda gli arrivi via mare: dopo gli oltre 157.000 sbarchi registrati nel 2023, nei primi sette mesi del 2026 ne sarebbero stati rilevati circa 16.500.
Il calo degli sbarchi viene interpretato nell’analisi come un possibile effetto delle politiche adottate dal governo, anche alla luce delle difficoltà incontrate dall’Italia nel fronteggiare il fenomeno senza una piena condivisione degli oneri a livello europeo. Il testo richiama inoltre una stima più recente relativa all’Unione europea, secondo cui nel 2025 gli immigrati complessivamente presenti nell’area sarebbero stati circa 720.000.
Le cause dei movimenti migratori vengono ricondotte a diversi fattori: squilibri demografici, differenze economiche, instabilità politica e conflitti. Nei Paesi di destinazione, invece, emergono problemi connessi alla sicurezza, all’accoglienza e ai percorsi di integrazione. Una gestione efficace, sostiene Machiarelli, potrebbe contribuire a compensare l’invecchiamento della popolazione e la carenza di manodopera in comparti come agricoltura, manifattura e grande industria.
Legalità, lavoro e responsabilità europea
L’arrivo di nuovi residenti potrebbe inoltre sostenere i territori colpiti dallo spopolamento, ma solo in presenza di percorsi ordinati: inclusione linguistica, preparazione all’ingresso nel mondo del lavoro e conoscenza del contesto sociale e culturale. Accanto alle opportunità, l’analisi richiama però le criticità dell’irregolarità, tra cui sfruttamento, lavoro nero e marginalità, oltre ai possibili conflitti sociali e alla criminalità.
Il testo cita i dati del Viminale relativi al 2024: oltre 822.000 persone sarebbero state arrestate o denunciate complessivamente; tra queste, circa 286.000, pari al 34,72%, erano di cittadinanza straniera. La quota viene indicata come particolarmente elevata per alcuni reati, tra cui furti, rapine, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e reati legati agli stupefacenti. Si tratta di dati presentati nell’ambito dell’argomentazione dell’autore, che sottolinea la necessità di evitare generalizzazioni e di affrontare i fenomeni con strumenti adeguati.
Secondo l’analisi, l’assenza di controlli e servizi sufficienti può mettere sotto pressione accoglienza, sanità, scuola e sicurezza, incidendo sulla coesione sociale. Da qui la richiesta di una politica capace di unire fermezza, legalità e cooperazione internazionale, rafforzando i canali legali d’ingresso, contrastando il traffico di esseri umani e il caporalato e collegando le politiche migratorie agli interventi demografici, sociali e occupazionali.
La conclusione esclude sia l’idea di accogliere senza limiti sia quella di respingere ogni arrivo. La soluzione, secondo Machiarelli, dovrebbe passare da una maggiore collaborazione tra gli Stati europei e da un ruolo più incisivo dell’Unione, chiamata a distribuire in modo più equo responsabilità e oneri. L’obiettivo indicato è tenere insieme umanità, sicurezza, legalità e interesse pubblico, superando gli slogan elettorali e le iniziative isolate dei singoli Paesi.