Vino toscano

Vendemmia del Chianti, il Consorzio: qualità molto buona

Raccolta prolungata tra agosto e ottobre, ma restano dubbi sull’andamento degli ordini e sulle scorte.

Vendemmia del Chianti, il Consorzio: qualità molto buona

Il primo bilancio della vendemmia del Chianti Docg è positivo. Il Consorzio del Vino Chianti parla di uve di buona qualità e di una raccolta particolarmente lunga, condizionata dall’andamento climatico dell’estate e dal successivo ritorno a condizioni più regolari nel mese di settembre.

Le operazioni nei vigneti si sono protratte per circa due mesi, da un avvio precoce in agosto fino a ottobre. La diversa maturazione delle varietà presenti e le esigenze specifiche delle uve hanno richiesto tempi di raccolta differenziati. Secondo il Consorzio, le piogge di settembre hanno contribuito a riportare in equilibrio le uve dopo i mesi caratterizzati da temperature elevate.

Le prospettive per il Sangiovese

Il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, ha riferito che il Sangiovese è arrivato in cantina in condizioni eccellenti. Per il comparto, ci sono quindi le premesse per ottenere vini di livello elevato. Anche sul fronte quantitativo, il bilancio viene definito positivo e in linea con le attese successive alla decisione del Consiglio del Consorzio di ridurre le rese.

Il quadro toscano si inserisce in una situazione nazionale caratterizzata da una produzione stimata in circa 41 milioni di ettolitri, il 7,2 per cento in meno rispetto al 2025. Nonostante il calo, l’Italia mantiene il primato mondiale davanti a Spagna e Francia.

Il nodo del mercato

La valutazione sulla qualità si accompagna però alle preoccupazioni per l’andamento commerciale del settore. Le giacenze complessive superano i 42 milioni di ettolitri e gli operatori devono fare i conti con una domanda irregolare, alternata tra periodi di forte rallentamento e richieste consistenti.

Secondo Busi, questa discontinuità rende più difficile programmare le attività e affrontare il mercato con la necessaria stabilità. Una maggiore continuità negli ordini, ha sottolineato, aiuterebbe l’economia del comparto e consentirebbe ad aziende e produttori di operare in un contesto più prevedibile.

Una posizione condivisa anche da Lamberto Frescobaldi, produttore toscano e presidente di Unione Italiana Vini, secondo cui il settore sta cercando un equilibrio tra quantità e qualità. A fronte di volumi inferiori rispetto alle grandi vendemmie del passato, il livello qualitativo generale viene giudicato molto buono, anche grazie alle scelte dei viticoltori e all’attenzione alla sostenibilità economica delle produzioni.