Il 6 agosto 2026, in una conference call con gli analisti, Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, ha annunciato che il cda ha deciso di non procedere con la fusione con Montepaschi. Secondo Castagna, la decisione è stata presa in modo unanime dal consiglio, che include quattro membri designati dalla lista sostenuta da Crédit Agricole. Nonostante i numerosi tentativi, il cda non è riuscito a identificare dettagli chiari sulle cifre e sul valore dell’operazione, che si pensava potesse rivelarsi proficua per gli azionisti della banca.
Castagna ha sottolineato che le discussioni si sono protratte per mesi, ma alla fine non sono state in grado di formalizzare un piano concreto per la fusione. Inoltre, ha evidenziato che l’arrivo dell’offerta ufficiale di Intesa ha ulteriormente complicato la situazione, rendendo impossibile portare avanti l’operazione nei tempi previsti.
Possibilità future
Il ceo di Banco Bpm ha anche detto che il matrimonio con Crédit Agricole è un’opzione che rimane aperta per il futuro, auspicando che si possa valutare un’eventuale fusione in un momento successivo, sempre nell’interesse degli azionisti. Castagna ha descritto questa potenziale fusione come industrialmente solida.
Contesto parlamentare
Nel mentre, in Parlamento si discute anche della questione delle chat dell’ex sottosegretario Delmastro. La Procura di Milano sta per rilasciare una relazione riguardante la necessità di accedere a conversazioni con alcuni parlamentari, rintracciate nel telefono di Marcello Sala, ex direttore generale del ministero dell’Economia. Queste comunicazioni potrebbero rivelare dettagli importanti sul ruolo del Mef nella vendita del 15% delle azioni commissionata a Banca Akros il 13 novembre 2024.