In aula

Stalking all’ex dopo la rottura: condanna a 2 anni e 4 mesi

Messaggi continui, minacce e controllo delle frequentazioni: applicate anche misure cautelari.

Stalking all’ex dopo la rottura: condanna a 2 anni e 4 mesi

La fine della relazione aveva innescato una reazione sempre più aggressiva nei confronti dell’ex compagna. L’uomo, accusato di stalking, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione al termine del giudizio abbreviato. La decisione è arrivata dopo la discussione in aula e la camera di consiglio.

Messaggi e minacce dopo la separazione

Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, dopo essere stato lasciato l’imputato non sarebbe riuscito ad accettare la decisione della donna né a gestire la propria reazione. In una prima fase avrebbe lanciato oggetti in casa, poi sarebbero cominciate le molestie e le minacce. La ex compagna, preoccupata per la propria incolumità, avrebbe ricevuto messaggi ripetuti dal mattino fino a tarda sera.

L’uomo pretendeva di sapere dove si trovasse e che cosa facesse. Nonostante i tentativi della donna di ribadire la decisione di non tornare insieme, il comportamento sarebbe proseguito. In un’occasione avrebbe anche spaccato una porta. La sua attenzione si sarebbe concentrata inoltre sulle frequentazioni della ex, con messaggi dai toni minacciosi e riferimenti alla propria gelosia.

Il giudice aveva già disposto per l’imputato il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alla donna. Nel corso della precedente udienza l’uomo aveva chiesto scusa e ammesso le proprie responsabilità. L’inchiesta era stata condotta dal pubblico ministero Valentina Magnini, mentre in aula l’accusa è stata sostenuta dal pm Massimo Rossini.

La decisione del giudice

La difesa, rappresentata dall’avvocato Alessandro Betti, aveva scelto il rito abbreviato. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato. Al termine della camera di consiglio, il giudice ha stabilito la pena di 2 anni e 4 mesi. L’accusa era stata modificata solo in relazione alla tempistica dei fatti, senza cambiare il quadro generale della contestazione.