L’inchiesta sui permessi di soggiorno coordinata dal pm Silvia Benetti ha portato all’arresto di un mediatore culturale, dipendente di OIM e assegnato all’ufficio immigrazione della questura di Siena. Il 17 luglio scorso, gli agenti della Mobile, diretti da Pietro Vittorio D’Arrigo, hanno bloccato il 29enne indiano, residente a Frosinone, mentre si trovava fuori dall’ufficio, in flagranza di reato. Il mediatore è accusato di aver richiesto compensi di almeno mille euro per ciascun ‘favore’ legato al rilascio di permessi di soggiorno.
Oltre all’arresto, sono sette gli indagati, tutti stranieri di età compresa tra i 27 e i 53 anni, di origine indiana e pakistana, ritenuti coinvolti nella vicenda. Le loro posizioni saranno esaminate più a fondo, così come le pratiche gestite dal mediatore culturale. Circa una ventina di pratiche sono già sotto indagine, ma è probabile che tutte le altre trattate dal 29enne, ora ai domiciliari, vengano analizzate per scoprire eventuali ulteriori irregolarità.
Critiche alla gestione delle domande di asilo
La Rete SiSolidal, che da sempre sostiene i migranti, ha denunciato la situazione critica riguardante le domande di protezione internazionale. Dal 15 giugno, la questura non ha rilasciato appuntamenti per la formalizzazione delle domande, contravvenendo a quanto previsto dalla legge, che stabilisce un termine di tre giorni per la verbalizzazione. Attualmente, sono passati oltre trenta giorni senza che venga fornita alcuna motivazione per il ritardo.
Secondo SiSolidal, questa situazione ha portato a conseguenze drammatiche: senza appuntamenti, i richiedenti asilo non possono accedere ai centri di accoglienza (CAS) e sono costretti a dormire all’aperto, nei parcheggi e nei parchi. La Rete ha chiesto alla questura di chiarire le ragioni di questo blocco e di ripristinare la calendarizzazione degli appuntamenti.
Reazioni politiche e istituzionali
Il Mosap (Movimento sindacale autonomo di polizia) ha espresso il proprio plauso al questore Ugo Angeloni per l’operazione contro il presunto sistema illecito. Anche il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia ha ringraziato le autorità coinvolte, ribadendo che la città non deve diventare un punto di riferimento per chi cerca documenti facili. Fdi ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole e della legalità, affermando che la permanenza sul territorio deve essere riservata a chi ha diritto.