Il patrimonio artistico di Banca Monte dei Paschi è oggetto di un sistema di tutela che si basa su vincoli e decreti, essenziali per preservare opere e arredi storici. Felicia Rotundo, storica dell’arte e ex funzionario del ministero dei Beni culturali, ha illustrato come la Soprintendenza abbia lavorato per garantire la sicurezza di questi beni, dai più antichi ai più recenti.
Fino al 1995, quando la banca divenne una società per azioni, tutti i beni erano già vincolati per legge. Con il passaggio a Spa, la Soprintendenza ha dovuto intervenire per proteggere il patrimonio mobile, che comprende opere d’arte e collezioni, attraverso vincoli che impediscono lo smembramento delle collezioni.
Collezioni e vincoli
Il patrimonio storico-artistico della banca è stato dichiarato pertinenziale alla sua sede storica, creando un legame indissolubile tra i beni e il luogo. Tra i nuclei di collezione ci sono opere commissionate dal Monte Pio-Monte dei Paschi, dipinti dal XIV al XIX secolo, sculture, disegni di artisti come Luigi Ademollo e Cesare Maccari, oltre a mobili e arredi.
Nel 2019, è stato emesso un provvedimento per tutelare la collezione di opere d’arte di Mps, che include anche i nuclei artistici del XIX e XX secolo. Nel 2020, sono stati vincolati anche arredi e oggetti d’arte, per un totale di 193 arredi e 712 opere del Novecento, oltre a circa 900 pezzi custoditi alla Chigiana.
Futuro del patrimonio
In caso di incorporazione da parte di un altro soggetto, la banca è obbligata a mantenere i beni a Siena, poiché sono legati alla città. L’ipotesi di trasferire parte del patrimonio in una sede museale esterna è complicata, dato che le opere sono distribuite negli uffici e richiederebbero autorizzazioni specifiche per ogni spostamento.
Infine, riguardo alla denominazione della banca, Rotundo esprime dubbi su una possibile modifica automatica del nome Siena, sottolineando che un cambiamento del genere richiederebbe una procedura e un’autorizzazione da parte dello Stato.