Governance in discussione

Banca Mps, il cda in crisi: lettera dei consiglieri di minoranza

Il presidente Bisoni respinge le accuse di irregolarità nella gestione della banca.

Banca Mps, il cda in crisi: lettera dei consiglieri di minoranza

La situazione all’interno del consiglio di amministrazione di Banca Mps continua a essere tesa, con una lettera inviata da quattro consiglieri di minoranza che solleva interrogativi sulla governance della banca. I firmatari, tra cui Paolo Boccardelli, Antonella Centra, l’ex presidente Nicola Maione e Paola De Martini, chiedono un’accelerazione nella cooptazione di due nuovi membri per sostituire Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo.

Il presidente Cesare Bisoni ha risposto alle preoccupazioni espresse, affermando che non ci sono irregolarità nelle attività del cda e del top management. Bisoni ha sottolineato che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio sta operando nel pieno rispetto del mandato ricevuto e degli indirizzi stabiliti dal consiglio.

Reazioni e sviluppi futuri

La lettera dei consiglieri di minoranza è stata pubblicata dal Sole 24 Ore, evidenziando le tensioni interne alla banca. In risposta, Bisoni ha confermato che il processo di cooptazione dei nuovi consiglieri sta seguendo le modalità richieste dalla BCE e che la composizione dei comitati consiliari è conforme alle normative vigenti.

Nel frattempo, Intesa Sanpaolo ha presentato risultati semestrali positivi, con un utile di 5,5 miliardi di euro, e ha ribadito la sua intenzione di procedere con l’operazione su Banca Mps, considerata una scelta strategica per creare valore per gli azionisti. L’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, ha dichiarato di essere determinato a portare avanti l’operazione, ritenendola la migliore opzione per il futuro della banca senese.

La situazione di Banca Mps rimane quindi sotto osservazione, con la necessità di risolvere le tensioni interne e di garantire una governance stabile per affrontare le sfide future.