Tutela animale

WWF contesta i corsi per gestire i lupi in Toscana

L’associazione critica il requisito del porto d’armi e chiede una selezione fondata su preparazione tecnica.

WWF contesta i corsi per gestire i lupi in Toscana

Il WWF Italia contesta i criteri stabiliti dalla Regione Toscana per l’accesso ai corsi destinati agli operatori che dovranno occuparsi della gestione dei grandi carnivori. Tra i requisiti indicati figura il possesso del porto d’armi per uso venatorio, una condizione che, secondo l’associazione, rischia di escludere persone con esperienza e competenze utili nella gestione dei conflitti tra fauna selvatica e attività umane.

I criteri contestati

Per il WWF, la gestione di lupi e altri grandi carnivori richiede soprattutto una preparazione scientifica e tecnica. Tra le competenze necessarie vengono indicate la conoscenza delle tecniche di monitoraggio, la capacità di raccogliere dati durante i sopralluoghi e quella di valutare le situazioni di maggiore criticità.

L’associazione richiama inoltre la necessità di conoscere le strategie più efficaci per prevenire i conflitti con le attività umane, applicare correttamente le misure di dissuasione e fornire supporto agli allevatori. L’accesso alla formazione, sostiene il WWF, dovrebbe quindi essere aperto in primo luogo a persone con esperienza documentata nel monitoraggio e nella gestione delle interazioni tra comunità e fauna selvatica, senza vincolarlo al possesso di un patentino venatorio.

Prevenzione e responsabilità pubblica

La posizione dell’associazione è che la gestione dei grandi carnivori non possa essere ricondotta al solo prelievo. I conflitti con alcune attività umane, sottolinea il WWF, esistono e devono essere affrontati con strumenti mirati, a partire dalla protezione degli allevamenti, dal monitoraggio costante e dagli interventi di dissuasione e allontanamento.

Ogni situazione dovrebbe essere valutata caso per caso, sulla base delle evidenze scientifiche. La rimozione di un esemplare problematico, secondo il WWF, può essere presa in considerazione soltanto in circostanze eccezionali, quando siano rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa e sia stata dimostrata l’inefficacia delle alternative praticabili.

In questi casi, la decisione dovrebbe spettare alle autorità pubbliche competenti, sulla base di valutazioni tecnico-scientifiche. L’eventuale intervento, aggiunge l’associazione, dovrebbe essere affidato a personale pubblico appositamente formato, così da evitare possibili conflitti di interesse.

Per il WWF è quindi necessario individuare figure esperte in modo trasparente e rigoroso, affinché possano supportare le autorità nella gestione dei conflitti. La convivenza tra comunità e grandi carnivori, conclude l’associazione, deve fondarsi su conoscenza, prevenzione e responsabilità pubblica: il fucile non può diventare il criterio di accesso a corsi dedicati al monitoraggio e alla gestione della fauna.