Il Consorzio europeo IMPACT, un partenariato pubblico-privato dedicato allo sviluppo di anticorpi contro gli ortopoxvirus, ha avviato ufficialmente le sue attività a Siena. L’incontro inaugurale si è tenuto presso il palazzo del Rettorato dell’Università di Siena, riunendo per la prima volta tutti i partner dopo il lancio del progetto avvenuto il 1 giugno 2026.
Finanziato nell’ambito del programma Horizon dell’Unione Europea, il progetto avrà una durata di quattro anni e si propone di accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per la protezione contro il vaiolo delle scimmie (mpox) e altre malattie correlate, rispondendo a un’importante esigenza di salute pubblica a livello europeo e globale.
Obiettivi e partner del progetto
Coordinato dalla Sclavo Vaccines Association ETS, IMPACT coinvolge anche tre istituzioni senesi: la Fondazione Biotecnopolo di Siena, l’Università di Siena e Philogen S.p.A., insieme ad altri sette partner provenienti da cinque paesi europei e dalla Repubblica Democratica del Congo. Il progetto è guidato dal professor Rino Rappuoli, Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo, e dal dottor Emanuele Andreano, Responsabile del Laboratorio di Sierologia e Immunologia.
Durante l’incontro di avvio, il Rettore Roberto Di Pietra e il Direttore Generale della Fondazione Gianluca Polifrone hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra i partner per raggiungere gli obiettivi scientifici e tecnologici del progetto.
La minaccia degli ortopoxvirus
Nonostante l’eradicazione del vaiolo nel 1980, l’interruzione delle campagne vaccinali ha portato a una diminuzione dell’immunità globale contro gli ortopoxvirus. Attualmente, si stima che tra il 75% e il 90% della popolazione mondiale non abbia più immunità contro questi virus, aumentando il rischio di nuove epidemie.
I recenti focolai di vaiolo delle scimmie hanno evidenziato la necessità di sviluppare nuove contromisure mediche. Il progetto IMPACT si propone di sviluppare una nuova generazione di anticorpi monoclonali diretti contro l’antigene OPG153, utilizzando l’approccio innovativo della Reverse Vaccinology 3.0, che combina immunologia umana, biologia strutturale e intelligenza artificiale.
Inoltre, il progetto prevede l’analisi di oltre 1.800 campioni di siero umano per caratterizzare le risposte immunitarie e identificare le correlate di protezione, contribuendo così a rafforzare la preparazione dell’Europa di fronte a rischi epidemico-pandemici.