Durante un incontro a ‘La Terrazza’ a San Casciano dei Bagni, Padre Paolo Benanti, esperto di intelligenza artificiale e membro dell’High-Level Advisory Body on Artificial Intelligence delle Nazioni Unite, ha condiviso le sue riflessioni sull’uso di questa tecnologia. La conversazione, condotta dalla giornalista Maria Antonietta Calabrò, ha preso spunto dal suo ultimo libro, ‘La nuova logica del dominio. Potere computazionale, democrazia e condizione umana’, che ha suscitato interesse a livello internazionale.
Benanti ha sottolineato l’importanza di non cadere né nell’entusiasmo acritico né nei timori eccessivi riguardo all’intelligenza artificiale. “Non santifico né demonizzo l’AI. Dobbiamo utilizzarla come uno strumento: può fare cose buone, ma anche produrre effetti negativi se non viene governata”, ha affermato. Secondo il francescano, è fondamentale accompagnare lo sviluppo tecnologico con una riflessione etica che rimetta al centro la persona.
Il ruolo della Chiesa e l’AI Act
Nel corso dell’incontro, Padre Benanti ha richiamato il ruolo della Chiesa nell’affrontare le trasformazioni della contemporaneità, paragonando l’attuale situazione a quella della Rivoluzione industriale. “La Chiesa è un’antenna profetica sui temi del nostro tempo”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di una lettura del cambiamento tecnologico che consideri anche gli aspetti umani e sociali.
Un ampio spazio è stato dedicato all’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, entrato in vigore recentemente. Benanti ha definito questo regolamento come uno strumento essenziale per tutelare la dignità della persona, richiamando la storia europea e il principio di “mai più” in riferimento alle tragedie del secolo scorso. “Oggi una macchina può prendere milioni di decisioni in un secondo senza supervisione umana. È importante avere un regolamento che protegga l’uomo dall’implacabilità della macchina”, ha aggiunto.
Infine, Benanti ha concluso sottolineando che l’entrata in vigore del regolamento rappresenta solo l’inizio di un percorso. “Abbiamo avuto il tempo per prepararci, ma sarà applicando queste regole che impareremo davvero a governare l’intelligenza artificiale”, ha affermato.