Il Consiglio comunale di Poggibonsi ha approvato all’unanimità una mozione che definisce gli indirizzi a cui l’amministrazione dovrà attenersi nel procedimento avviato dalla Regione Toscana sul progetto di Sienambiente per il termovalorizzatore dei Fosci. L’intervento prevede la sostituzione delle linee 1 e 2 con una nuova linea E1 e l’incremento della capacità di trattamento da 70.000 a 110.000 tonnellate all’anno.
Il documento è il risultato del confronto tra gruppi consiliari e sensibilità diverse, che hanno individuato una posizione comune sulle richieste da avanzare nei successivi passaggi amministrativi. Il Comune di Poggibonsi ha già trasmesso il proprio contributo istruttorio, insieme ai Comuni di Colle di Val d’Elsa e San Gimignano, all’Azienda Usl Toscana Sud-Est e ad ARPAT, che hanno presentato valutazioni tecniche e chiesto ulteriori integrazioni.
Le richieste sul progetto
Nel contributo inviato alla Regione, l’amministrazione ha chiesto un quadro approfondito sullo stato di salute della popolazione residente e un’analisi dettagliata delle ricadute dell’intervento sulle emissioni in atmosfera e sulla loro diffusione. La valutazione dovrà considerare anche l’effetto cumulativo con gli insediamenti già presenti e con quelli previsti. È stato inoltre richiesto uno studio sulla produzione dei rifiuti industriali nel territorio senese, sui flussi e sugli impatti emissivi, per verificare che l’ammodernamento risponda alle effettive esigenze locali e non comporti il conferimento di rifiuti da fuori ambito.
Tra le integrazioni sollecitate figura anche quella relativa all’impatto sulla viabilità e ai carichi di traffico generati dalla nuova linea. Secondo il Comune, le valutazioni e le stime inizialmente prodotte dal soggetto proponente non erano sufficientemente approfondite. La Regione Toscana ha recepito le osservazioni presentate da Poggibonsi, trasformandole in prescrizioni e richieste ufficiali di integrazione, considerate vincolanti per la prosecuzione dell’esame del progetto nella Conferenza di Servizi.
Le condizioni poste dal Consiglio
La mozione impegna sindaca e giunta a chiedere che un’eventuale autorizzazione stabilisca un tetto annuo rigido ai rifiuti trattati, con indicazione in tonnellate, e garantisca la tracciabilità dei flussi e la rendicontazione annuale della loro provenienza. Il documento indica inoltre l’esclusione dei conferimenti da fuori ATO e subordina l’eventuale aumento dei quantitativi alla dimostrazione di una migliore qualità emissiva, senza peggioramento dei volumi annui di sostanze inquinanti nell’aria.
Tra gli impegni figura l’adozione, su entrambi i punti di emissione, del sistema tecnicamente più cautelativo previsto dalla normativa per il monitoraggio delle diossine, con pubblicazione periodica dei dati in punti fissi della città accessibili ai cittadini. Il Comune intende inoltre verificare con Sienambiente e con i tavoli istituzionali la destinazione di una quota dei risparmi ottenuti dalle aziende grazie ai minori costi di smaltimento, anche per un possibile alleggerimento della TARI.
La mozione prevede di valutare anche la possibilità di destinare gratuitamente una parte significativa dell’energia prodotta dalla nuova linea alla Comunità energetica rinnovabile o agli edifici pubblici. È stata chiesta, infine, un’integrazione del piano economico-finanziario con analisi di sensibilità e scenari di rischio legati alla possibile estensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione agli impianti di incenerimento, considerando gli effetti sulla sostenibilità dell’opera e sulla tariffa dei rifiuti.
Il Consiglio ha espresso contrarietà all’incremento della capacità dell’impianto qualora non arrivino riscontri pienamente soddisfacenti e vincolanti su tutti i punti indicati. Sindaca e giunta dovranno riferire al Consiglio comunale e alla commissione competente sugli sviluppi del procedimento e sugli esiti dei lavori della Conferenza di Servizi. La mozione è stata sottoscritta e approvata da Rifondazione Comunista, Vivi Poggibonsi, Futura, Partito Democratico, Uniti per Poggibonsi, Fratelli d’Italia e dal consigliere Paolo Salvini. Rifondazione Comunista ha precisato di riferire il proprio voto al solo contesto istituzionale.