Il progetto “Siele Science Hub“, presentato presso il Polo Tecnologico e Scientifico del Parco Nazionale delle Miniere dell’Amiata, ha ricevuto una valutazione positiva dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) del Parco. Questo progetto, promosso dai Comuni di Piancastagnaio, Santa Fiora e Castell’Azzara in collaborazione con l’Università di Siena e BEEurope, si propone di rilanciare l’ex miniera del Siele, aprendo nuove prospettive scientifiche ed economiche per il territorio.
Il Parco gestisce attualmente il sito del Siele in regime di comodato d’uso e ha seguito il progetto fin dalla sua presentazione. L’obiettivo è restituire all’ex miniera una funzione viva e sostenibile, integrando un hub scientifico di alta formazione con l’Università di Siena e sviluppando una filiera di bioeconomia circolare. Questa filiera si basa sul recupero del riccio della castagna per la produzione di bioplastiche destinate al settore moda, mirando ad attrarre ricercatori, studenti e giovani professionisti in un’area che affronta il problema dello spopolamento.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il commissario del Parco, Mauro Tognoli, ha sottolineato l’importanza delle sinergie tra ente Parco e Comuni, affermando che “i siti minerari non possono vivere di sola conservazione”. Ha aggiunto che il futuro deve passare attraverso progetti che rendano questi luoghi generativi, capaci di produrre conoscenza e lavoro.
Il sindaco di Piancastagnaio, Franco Capocchi, ha evidenziato che il progetto nasce dalla convinzione che le aree interne debbano essere rilanciate portando funzioni che oggi mancano, come la ricerca e l’alta formazione. La valutazione positiva del CTS conferma che la strada intrapresa è quella giusta e ora è fondamentale proseguire insieme al Parco con determinazione.
La relazione del CTS, firmata dal direttore Marco Fabbrini e dai professori Paolo Garofalo (Università di Bologna) e Mirko Tattarini (ISIA Firenze), accompagna il giudizio positivo con raccomandazioni operative per le fasi successive. È essenziale che ogni iniziativa non snaturi gli aspetti storici e di archeologia industriale del sito minerario, ma sia compatibile con essi.