Scegliere per il secondo anno consecutivo Montepulciano, piccolo centro considerato simbolo delle aree interne, al posto di un tradizionale palcoscenico metropolitano rappresenta una scelta politica. È qui che ieri si sono aperti i lavori della tre giorni Pronti per l’alternativa, promossa dal cosiddetto correntone del Partito democratico vicino a Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza.
L’iniziativa punta a riportare al centro del dibattito il rapporto tra politica e comunità locali. Nico Bartalini, segretario provinciale del Pd, ha spiegato che le periferie non intendono restare invisibili e che la costruzione dell’alternativa passa dall’ascolto del territorio. L’appuntamento ha richiamato una platea numerosa e diversi esponenti nazionali del partito.
Il confronto sui territori
Tra i partecipanti figurano la capogruppo alla Camera Chiara Braga, la responsabile dell’area lavoro Cecilia Guerra e il responsabile per gli esteri Giuseppe Provenzano. Presenti anche i coordinatori Alberto Losacco e Nico Stumpo, insieme al parlamentare Marco Sarracino, indicato come speaker dell’iniziativa.
Il sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini, ha collegato l’esperienza amministrativa nei piccoli comuni alla difesa dei servizi essenziali, dalla sanità pubblica al lavoro, e al contrasto dello spopolamento. Chiara Protasi, segretaria comunale del Pd, ha invece sottolineato la necessità di definire i contenuti della proposta politica, con particolare attenzione a scuola, sanità, lavoro e giovani.
Lo sguardo alle elezioni del 2027
Il programma è stato indicato come uno dei temi centrali del percorso verso le elezioni del 2027. Sarracino ha individuato tre direttrici: la costruzione di una coalizione unita, per superare l’isolamento del 2022; un programma elaborato attraverso la partecipazione dal basso; una leadership forte attorno alla segretaria Elly Schlein, con il ricorso alle primarie per consolidare il campo progressista.
Nel corso della giornata è intervenuto anche monsignor Vincenzo Paglia, con una lectio dedicata all’intelligenza artificiale. Il religioso ha richiamato i rischi legati alla concentrazione del potere tecnologico, osservando che una singola persona può oggi condizionare le sorti di un conflitto o interrompere le comunicazioni di interi Paesi senza rispondere a regole o leggi democratiche.