Agricoltura

Vendemmia in anticipo, il lavoro nei vigneti visto da un 37enne

Le alte temperature hanno modificato i tempi della raccolta; resta il problema del ricambio generazionale nelle campagne.

Vendemmia in anticipo, il lavoro nei vigneti visto da un 37enne

La vendemmia nel Chianti procede nonostante le alte temperature che hanno caratterizzato la stagione e ne hanno modificato i tempi. A Brolio, nel comune di Gaiole in Chianti, Bernardo Pallassini lavora per l’azienda Barone Ricasoli, dove svolge mansioni diverse: è vignaiolo, trattorista, cantiniere e, quando serve, anche falegname.

Il 37enne racconta una realtà di lavoro articolata, legata alle esigenze quotidiane della campagna e della cantina. In questa fase, all’interno dell’azienda sono impegnate circa cinquanta persone. Secondo Pallassini, l’avvio anticipato della raccolta è stato determinato soprattutto dal caldo, ma le prime valutazioni sulla stagione restano positive, sia per la quantità sia per la qualità della produzione, salvo eventuali imprevisti.

Un mestiere tra natura e fatica

Ogni vendemmia presenta caratteristiche diverse, ma il lavoro nei vigneti conserva gli stessi aspetti impegnativi. Le giornate possono trascorrere al caldo o al freddo e richiedono attività fisica, attenzione e conoscenza dei ritmi della terra. Pallassini considera però l’agricoltura un’attività capace di offrire un rapporto diretto con la natura, che descrive come il suo ufficio più bello del mondo.

Proprio la difficoltà del mestiere, osserva, può contribuire a spiegare il limitato interesse delle nuove generazioni. Il lavoro agricolo non è comodo e i giovani oggi hanno a disposizione possibilità professionali differenti. Nel territorio senese, tuttavia, la coltivazione della terra e la produzione vinicola rappresentano una tradizione radicata, oltre a costituire una delle principali risorse economiche e produttive dell’area.

Il ricambio generazionale

Pallassini guarda con preoccupazione alla diminuzione dei giovani interessati a lavorare in agricoltura. A suo giudizio, una maggiore esperienza diretta nei campi potrebbe aiutare anche a comprendere meglio i temi legati al cambiamento climatico e al rapporto con l’ambiente. Il contatto quotidiano con il suolo e con i cicli naturali, sostiene, renderebbe più concreta la consapevolezza delle trasformazioni in corso.

Il tema non riguarda soltanto la continuità di un’attività tramandata nel tempo. Per il vignaiolo, la terra è insieme il luogo in cui si vive e una risorsa indispensabile per la produzione di cibo. Le aziende agricole, aggiunge, sarebbero disponibili a formare nuovi lavoratori secondo le proprie esigenze e i propri metodi, qualora si presentassero occasioni di ingresso nel settore. La difficoltà, al momento, resta trovare persone giovani disposte a intraprendere un percorso professionale faticoso, ma strettamente legato al territorio.