Arte e danza

Debutto della Compagnia Francesca Selva alla rassegna “Sboccia l’Estate”

La nuova produzione "Abbracci d'Arte – Trilogia del Tempo Sospeso" si esibirà il 28 luglio a Siena.

Debutto della Compagnia Francesca Selva alla rassegna “Sboccia l’Estate”

La Compagnia Francesca Selva debutterà martedì 28 luglio con lo spettacolo “Abbracci d’Arte – Trilogia del Tempo Sospeso” nell’ambito della rassegna “Sboccia l’Estate”, diretta da Vincenzo Bocciarelli. L’evento si terrà alle 20.45 in Piazza Jacopo della Quercia a Siena.

Un’opera di danza e teatro

La nuova creazione coreografica di Francesca Selva esplora il momento in cui una ferita emotiva interrompe il fluire del tempo. La trilogia trae ispirazione da esperienze personali della coreografa, trasformando il dolore in una riflessione universale sulla fragilità delle relazioni e sulla possibilità di ritrovare un nuovo equilibrio attraverso l’arte.

La serata sarà caratterizzata da tre performance, intervallate da interventi a sorpresa di Vincenzo Bocciarelli, che guiderà il pubblico in un percorso di danza, teatro e musica. Il primo quadro, “Secondo Matteo“, ispirato alla Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach, sarà interpretato dalla danzatrice Gaia Tinarelli e rappresenterà il tradimento come un crollo di certezze. Seguirà “È stato così“, un duetto femminile tra Gaia Tinarelli e Francesca Pagnini, che esprimerà la scissione interiore di chi vive la delusione.

Un messaggio di rinascita

Il ciclo si concluderà con “Dance for a While“, un affresco corale eseguito dalle danzatrici Francesca Pagnini, Paola Foresi, Giada Reminghi e Gaia Tinarelli, che rappresenterà il tempo della tregua e della ricomposizione. La danza diventerà un gesto terapeutico, capace di ordinare il caos emotivo e restituire al corpo il proprio centro.

Marcello Valassina, direttore artistico di CON.COR.D.A./Compagnia Francesca Selva, ha dichiarato: “Con Trilogia del Tempo Sospeso affrontiamo un tema profondamente umano, quel momento in cui una ferita interrompe il tempo della nostra esistenza. Questo lavoro invita il pubblico a guardare la città con occhi nuovi, trasformando la danza in uno spazio di incontro e rinascita collettiva.”