Colle perde Claudio Dondoli, una delle figure più autorevoli del design italiano contemporaneo. Con lui scompare un progettista capace di unire misura estetica e profondità umana, trasformando gli oggetti in presenze familiari, destinate ad accompagnare la vita quotidiana.
Fondatore insieme a Marco Pocci di Archirivolto Design, nato nel 1983 dall’incontro fra due giovani studenti di Architettura dell’Università di Firenze, Dondoli ha costruito in oltre quarant’anni una parabola professionale luminosa. Dalle esperienze artistiche e teatrali agli studi architettonici, fino all’industrial design, il suo percorso è stato segnato da una costante ricerca di equilibrio fra innovazione, funzionalità e bellezza.
Un design per tutti
La sua idea di progetto custodiva una convinzione precisa: il design non doveva essere un privilegio elitario, ma un patrimonio condiviso. Per questo ha dato vita a sedute, tavoli e complementi d’arredo capaci di varcare i confini nazionali attraverso collaborazioni con importanti aziende italiane e internazionali, una vera e propria forza del Made in Italy.
Accanto al talento creativo rimane il ricordo di un uomo discreto, curioso e generoso, capace di ascoltare prima ancora di proporre. Chi ha lavorato con lui racconta una figura lontana dall’ostentazione, incline al dialogo e alla valorizzazione delle idee altrui.
Funerali e eredità
I funerali si terranno oggi alle 10 alla cappella della Misericordia presso il cimitero. Dondoli aveva dedicato il proprio impegno alla comunità locale, ricoprendo il ruolo di assessore durante il primo mandato del sindaco Canocchi. Il design italiano perde un interprete raffinato, ma la sua eredità continuerà a vivere nelle forme che ha immaginato e nelle persone che ha saputo ispirare. Perché alcuni progettisti lasciano oggetti destinati a durare.