Ci sono anche anziane senesi tra le vittime di un sodalizio padovano, per il quale la procura di Padova ha richiesto il rinvio a giudizio. Le indagini hanno rivelato una serie di presunte estorsioni e truffe che hanno colpito circa 1.200 pensionate in ben 51 province italiane, attraverso la vendita ‘porta a porta’.
L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza ha portato al sequestro di beni per un valore di 2,5 milioni di euro, tra cui orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e altri accessori, oltre a disponibilità finanziarie. L’indagine è iniziata dopo che è emerso che alcuni individui di Padova frequentavano locali esclusivi a bordo di auto di lusso, evidenziando incongruenze tra il loro tenore di vita e quanto dichiarato fiscalmente.
Il modus operandi degli indagati
Le testimonianze di alcune vittime, che hanno anche sporto denuncia, hanno delineato il modus operandi degli indagati. Questi, utilizzando elenchi nominativi acquistati da altre società, si presentavano quasi quotidianamente a casa delle anziane, costringendole a comprare articoli casalinghi a prezzi esorbitanti, compresi tra 5.000 e 7.000 euro, in virtù di contratti stipulati anni prima.
In alcuni casi, i venditori, già con precedenti penali, si sono ripresentati a distanza di mesi, costringendo le vittime più vulnerabili a ordinare ulteriori articoli e a rimodulare i finanziamenti già attivati, aumentando così l’importo delle rate e la durata del pagamento. In caso di resistenza, gli indagati minacciavano di intraprendere azioni legali.
Profitti e stile di vita sfarzoso
I profitti derivanti da queste condotte, con ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni delle società di finanziamento, hanno permesso agli indagati di condurre una vita sfarzosa, in netto contrasto con le condizioni delle loro vittime.