Il Consorzio di tutela della Cinta senese Dop ha lanciato un appello urgente per fermare l’avanzata della peste suina africana e garantire un futuro agli allevamenti di questa razza. La richiesta è stata presentata durante la prima cabina di regia regionale, presieduta da Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di Prevenzione della Usl Toscana Sud Est. La situazione è critica, con una stima di soli 3.300 capi di Cinta senese, appena 300 sopra la soglia di rischio estinzione.
Il presidente del Consorzio, Nicolò Savigni, ha illustrato le cinque richieste della filiera, composta da 79 aziende allevatrici, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione, per un valore complessivo stimato di circa 7 milioni di euro. Savigni ha sottolineato l’importanza della tempestività delle azioni, affermando che “la malattia avanza continuamente”. Il primo obiettivo è l’eradicazione della peste suina, attraverso un’azione coordinata sulla fauna selvatica.
Richieste del Consorzio
Secondo gli allevatori, gli interventi sulla biosicurezza interna alle aziende sono stati effettuati, ma il rischio proviene principalmente dalla presenza dei cinghiali. Pertanto, il Consorzio richiede un rafforzamento della sorveglianza, del contenimento della fauna selvatica e della protezione degli allevamenti. Sul fronte economico, si chiede lo sblocco degli aiuti per gli interventi di biosicurezza, attualmente in attesa del via libera della Commissione europea, e rimborsi completi in caso di abbattimento degli animali.
Un altro punto cruciale riguarda la salvaguardia della razza. Il Consorzio ha chiesto di accelerare i progetti per la creazione di nuclei di conservazione in luoghi sicuri dal contagio, avviati nel 2024 in collaborazione con Anas e Regione Toscana, e di individuare strutture da destinare a centri genetici per proteggere un numero significativo di riproduttori. Durante la riunione, il commissario regionale ha ribadito che, senza l’eradicazione della peste suina, gli allevamenti allo stato semibrado potrebbero essere vietati.
Infine, il Consorzio ha richiamato l’attenzione sulla comunicazione dell’emergenza, chiarendo che la peste suina africana colpisce esclusivamente cinghiali e suini, senza rappresentare un rischio per la salute umana. Il Consorzio ha confermato la propria collaborazione con il commissario regionale Briganti e il commissario nazionale Giovanni Filippini, annunciando nuovi momenti di confronto con gli allevatori.