Colle di Val d’Elsa ha ospitato ieri la quarta edizione di Bada che Gota, manifestazione dedicata alla cucina locale e alle produzioni che caratterizzano l’identità della città. Per l’intera giornata, residenti e visitatori hanno potuto conoscere e assaggiare diverse interpretazioni della Gota Cotta, storico salume della tradizione colligiana.
Degustazioni tra piazza Duomo e il Baluardo
Dalle 11, Colle Alta si è trasformata in un percorso gastronomico distribuito tra piazza Duomo e il Baluardo. Sono stati oltre venti i ristoranti coinvolti nell’iniziativa, chiamati a proporre la propria versione della Gota Cotta, dalle ricette più legate alla tradizione alle preparazioni più creative. Gli assaggi sono stati accompagnati da vini, birre artigianali e cocktail.
Tra le realtà presenti figuravano anche Arnolfo, ristorante insignito di due stelle Michelin, e La Leggenda dei Frati, espressioni di rilievo della ristorazione toscana. La giornata ha quindi riunito proposte diverse, mantenendo al centro il prodotto simbolo dell’appuntamento e il rapporto tra cucina, territorio e cultura locale.
Il legame con artigianato e produzioni locali
Il programma non si è limitato all’enogastronomia. Un’attenzione specifica è stata riservata al cristallo, altra produzione storicamente legata a Colle di Val d’Elsa, con dimostrazioni degli artigiani e la possibilità di personalizzare i bicchieri realizzati da Rcr.
Spazio anche alla Torta all’Acqua di Colle di Val d’Elsa, protagonista del primo contest dedicato a una delle preparazioni più caratteristiche della città. Ristoratori, pasticceri, fornai e baristi si sono confrontati nella reinterpretazione della ricetta tradizionale, inserendo la competizione all’interno di una giornata pensata per valorizzare le produzioni locali.
A completare l’appuntamento sono stati la musica, le attività di animazione per i bambini e l’apertura del Giardino delle Arti di Palazzo Pretorio. Con questa formula, Bada che Gota ha riunito degustazioni, iniziative culturali e intrattenimento, proponendo un racconto della città attraverso i suoi sapori e le sue competenze artigianali.