Florovivaismo

Crisantemi più cari, ma rincari contenuti nei negozi di Siena

Energia, trasporti e clima gravano sulle aziende toscane prima della commemorazione dei defunti.

Crisantemi più cari, ma rincari contenuti nei negozi di Siena

Alla vigilia di Ognissanti, anche i fiori destinati alla commemorazione dei defunti risentono dell’aumento dei costi. A Siena, tra i commercianti del settore, emerge però un quadro non uniforme: il prezzo dei crisantemi dovrebbe crescere in media di circa il 5%, mentre a pesare maggiormente sono la contrazione della domanda e l’aumento delle spese sostenute dalle aziende florovivaistiche.

Il dato arriva da un’analisi di Coldiretti Toscana, secondo cui l’incidenza di concimi, fertilizzanti ed energia sui costi di produzione può arrivare fino al 50% in più. In regione vengono coltivati circa 6 milioni di crisantemi, per un valore alla produzione stimato in 7 milioni di euro. Le principali aree produttive si trovano tra la Versilia, Lucca e Pescia.

Una coltivazione concentrata in pochi giorni

Il crisantemo rappresenta una delle colture più importanti del comparto florovivaistico toscano. La produzione resta stabile e comprende diverse varietà, dai fiori bianchi e gialli a quelli colorati, con forme che ricordano la stella o la dalia. Gli steli vengono raccolti a mano, confezionati e spediti ai punti vendita. Il lavoro nelle serre comincia già a luglio e prosegue per circa cinque mesi, con cure costanti per arrivare alla fioritura in tempo per la ricorrenza.

Il mercato, tuttavia, è concentrato in una finestra commerciale di appena dieci giorni. Dopo Ognissanti, la domanda si riduce quasi completamente e gli esemplari rimasti invenduti possono finire al macero. I produttori stanno cercando di ampliare il periodo di consumo, proponendo il crisantemo anche per occasioni diverse dalla commemorazione dei defunti, ma la stagionalità continua a rappresentare un limite rilevante.

Gasolio, riscaldamento e cambiamenti climatici

Tra le voci più pesanti per le aziende c’è il gasolio agricolo utilizzato per alimentare gli impianti di riscaldamento delle serre. Secondo i dati riportati, il prezzo è passato in un anno da 0,80 a 1,60 euro al litro. A questo si aggiungono i costi per il trasporto e, con l’arrivo dell’inverno, quelli dell’illuminazione artificiale. Le condizioni climatiche in cambiamento favoriscono inoltre la diffusione di insetti alieni e malattie, imponendo ulteriori interventi per proteggere piante e fiori.

Tra i commercianti senesi le valutazioni sono diverse. Valeriana Mariottini, titolare di Fiori Maresca in Camollia, riferisce di aver registrato aumenti generalizzati sui fiori e vendite ridotte durante il ponte, collegando il calo anche alla minore presenza nel centro storico. Lorenzo Rosi, de Il Petalo in Banchi di Sopra, osserva invece che il periodo delle lauree resta centrale per la sua attività e prevede un impatto più forte sui costi con l’utilizzo invernale delle luci artificiali.

Non tutti rilevano però rincari significativi. Gianni Raveggi, di Piccolo Sanremo in piazza Indipendenza, parla soprattutto di una domanda più debole e di una minore affluenza ai cimiteri. Anche Tiziana Cavati, di Fiori e Piante Il Chiosco in Strada Laterina, segnala un aumento contenuto legato soprattutto ai trasporti, ma sottolinea il calo dei clienti rispetto al passato. Dopo il periodo più intenso dell’emergenza sanitaria, riferisce, il movimento attorno alle attività è diminuito sensibilmente.