Scenario bancario

Lovaglio dopo il no a Siena: “La partita non è finita”

Mps attende mosse Antitrust e prospetto Intesa Sanpaolo; seguirà confronto sui futuri assetti.

Lovaglio dopo il no a Siena: “La partita non è finita”

La partita non è finita, almeno secondo Luigi Lovaglio. L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena ha difeso la propria strategia dopo l’assemblea che ha respinto il progetto di aggregazione con Mediobanca e i piani collegati a Banco Bpm e Banca Generali.

Lovaglio ha utilizzato metafore calcistiche per descrivere il percorso compiuto negli ultimi quattro anni e per reagire all’esito negativo del voto. Poco prima aveva ricordato i risultati ottenuti dalla banca, passata da una fase di crisi profonda a un ruolo centrale negli scenari finanziari italiani. L’assemblea ha però sancito il blocco della fusione con Mediobanca, considerata la premessa per il successivo scorporo delle attività.

Il confronto con Intesa Sanpaolo

Al termine dei lavori, l’amministratore delegato ha spiegato che l’esito era ampiamente previsto. Secondo Lovaglio, l’ultimatum di Intesa Sanpaolo aveva reso impraticabile il progetto. Nonostante il ko, il manager ha escluso di sentirsi delegittimato dagli azionisti e ha respinto l’ipotesi di un passo indietro.

“Abbiamo fatto alzare il prezzo e fatto guadagnare 800 milioni in più agli azionisti”, ha sostenuto Lovaglio, collegando l’iniziativa su Mediobanca alla successiva crescita dell’offerta concorrente. Il riferimento è alla possibilità che la pressione esercitata dall’operazione di Mps abbia contribuito a modificare le condizioni economiche dell’intervento di Intesa.

La banca senese attende ora la definizione degli interventi da parte dell’Antitrust e la pubblicazione del prospetto relativo all’operazione di Intesa Sanpaolo. Solo dopo aver esaminato il documento, il consiglio di amministrazione di Mps diffonderà le proprie valutazioni. Lovaglio ha ribadito di essere ancora convinto della possibilità di creare valore insieme al suo gruppo di lavoro.

Le prossime interlocuzioni

Con il progetto di fusione fermato dall’assemblea, si apre una fase di confronto con Intesa Sanpaolo e con gli altri soggetti destinati ad avere un ruolo rilevante sul mercato: Unipol e Bper. Il riferimento è allo scenario di possibile riorganizzazione degli assetti e alla conseguente redistribuzione delle attività, più volte evocata nel corso degli ultimi mesi.

Lovaglio ha inoltre spiegato le ragioni delle scelte compiute in precedenza. L’ipotesi di muoversi su Banco Bpm, ha ricordato, era già stata perseguita da UniCredit. Per questo Mps aveva scelto Mediobanca, individuando nell’operazione un obiettivo strategico e industriale. Il piano aveva ricevuto il sostegno dei soci fino all’assemblea che ne ha determinato la bocciatura.

Durante la riunione, il presidente Cesare Bisoni ha infine smentito le indiscrezioni su possibili dimissioni dell’amministratore delegato. Bisoni ha dichiarato che eventuali intenzioni in tal senso sarebbero dovute essere comunicate innanzitutto a lui e ha definito le voci circolate nei giorni precedenti prive di fondamento.