Vertenza industriale

Leonardo tra gli investitori per l’ex Beko di Siena

Ministro annuncia un investitore nell’area dismessa; le organizzazioni chiedono certezze su occupazione e programma.

Leonardo tra gli investitori per l’ex Beko di Siena

Il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha indicato Leonardo tra gli investitori interessati alla reindustrializzazione dell’ex stabilimento Beko di Siena. L’annuncio è arrivato durante un’iniziativa alla Camera di commercio di Firenze, a margine della quale il ministro ha risposto alle domande sul futuro del sito di viale Toselli.

Secondo Urso, il gruppo Leonardo opererà nell’area insieme ad altri soggetti, con l’obiettivo di rilanciare un complesso industriale dismesso. Il ministro ha spiegato che l’operazione è stata concordata nei mesi scorsi con le organizzazioni sindacali e che coinvolge anche il Comune di Siena e Invitalia. La presenza del gruppo, ha aggiunto, dovrebbe contribuire a rassicurare lavoratori e istituzioni.

I sindacati chiedono il piano

Massimo Martini, coordinatore provinciale della Uil di Siena, ha definito la presenza di Leonardo una notizia positiva, ma ha sottolineato la necessità di chiarire le modalità del rilancio. Restano da verificare, secondo il sindacalista, i rapporti tra Leonardo, Invitalia, Sviluppo Industriale Siena srl e Beko, con il supporto di Sernet. Martini ha inoltre chiesto informazioni sulla bonifica del sito e sul collegamento tra gli eventuali lavori e il progetto di reindustrializzazione.

Per la Uil, il punto centrale resta la tutela dell’occupazione: l’obiettivo indicato è garantire la riassunzione dei lavoratori dell’ex stabilimento e creare nuovi posti di lavoro. La presenza di un grande gruppo, ha osservato Martini, rappresenta una garanzia solo se accompagnata da impegni concreti sul futuro dell’area.

Le posizioni di Cisl e Cgil

Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl e della Cisl Toscana, ha accolto favorevolmente le parole del ministro, ritenendole un elemento di rafforzamento per le prospettive di ripartenza. A suo giudizio, i settori dell’elettronica e dell’aerospazio civile potrebbero favorire nuovi investimenti, ma l’interesse deve tradursi in un progetto industriale definito, capace di garantire occupazione di qualità e una prospettiva unitaria per l’intero sito.

La Cisl ha indicato come decisiva la collaborazione tra Governo, Regione, Comune di Siena, Invitalia, Leonardo e organizzazioni sindacali. Più critica Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil, che ha chiesto di superare gli annunci e di presentare il piano industriale al tavolo nazionale previsto a novembre.

La rappresentante della Fiom ha ricordato che gli ammortizzatori sociali termineranno a novembre 2027. Anche una proroga di un anno, ha sottolineato, non eliminerebbe le difficoltà per i lavoratori, aggravate dal caro vita e dall’inflazione. Per questo i sindacati chiedono tempi rapidi e indicazioni precise sul destino dell’area e degli addetti coinvolti.