Sostenibilità agricola

Vigneti e salute, la ricerca punta sulla biodiversità

Il patrimonio microbico e gli scarti produttivi possono diventare risorse per ambiente, comunità e sviluppo

Vigneti e salute, la ricerca punta sulla biodiversità

La biodiversità dei vigneti e il recupero dei sottoprodotti della filiera vitivinicola possono offrire nuove prospettive alla ricerca sulle molecole bioattive. Il tema mette in relazione una delle principali tradizioni produttive italiane con le scienze della vita, la tutela dell’ambiente e i principi dell’economia circolare.

A indicare questa direzione è Annalisa Santucci, vicepresidente della Fondazione Biotecnopolo di Siena, che richiama il valore dell’approccio One Health nel rapporto tra viticoltura, territorio e salute. In questa prospettiva, il vigneto non viene considerato soltanto come luogo di produzione, ma come un ecosistema nel quale convivono biodiversità, microrganismi, cultura e identità territoriale.

Il patrimonio microbico dei vigneti

Secondo Santucci, la salute umana non può essere separata da quella dell’ambiente e delle comunità. Il patrimonio microbico presente nei vigneti e le risorse biologiche derivanti dalla lavorazione dell’uva rappresentano così ambiti di studio dai quali potrebbero emergere nuove opportunità di innovazione.

La ricerca scientifica può contribuire a comprendere le proprietà di queste risorse e a valutarne le possibili applicazioni. In questo modo, il valore della filiera non sarebbe legato soltanto alla produzione vinicola, ma anche alla capacità di generare conoscenza e di recuperare materiali destinati a nuovi impieghi.

Tra innovazione e economia circolare

La valorizzazione della biodiversità microbica, delle risorse biologiche e dei sottoprodotti della lavorazione potrebbe favorire lo sviluppo di nuove molecole bioattive, con ricadute sul piano dell’innovazione e della sostenibilità. Si tratta di una prospettiva che amplia il significato della filiera, includendo la riduzione degli sprechi e il riutilizzo circolare delle risorse.

Per la viticoltura italiana, il dialogo tra comunità scientifica e produttori può aprire percorsi di sviluppo legati alla cultura agricola e alla conoscenza dei territori. La tutela della biodiversità e l’impiego circolare dei sottoprodotti vengono indicati come elementi di una visione capace di collegare qualità dell’ambiente, attività produttive e salute delle comunità.

L’approccio One Health, sottolinea Santucci, porta quindi a considerare la protezione del territorio come parte integrante della tutela della salute. Dalla biodiversità dei vigneti e dalla valorizzazione delle risorse della filiera possono derivare, secondo questa impostazione, opportunità scientifiche, economiche e sociali per il futuro delle comunità.