Formazione clinica

A Siena il confronto sulle nuove tecniche per i gliomi cerebrali

Neuro-oncologi, anestesisti e altri professionisti hanno discusso approcci integrati, chirurgia da sveglio e tutela delle abilità cognitive.

A Siena il confronto sulle nuove tecniche per i gliomi cerebrali

Si è svolto al Centro didattico dell’ospedale Le Scotte di Siena il corso Il cervello che parla, dedicato alla gestione multidisciplinare dei gliomi cerebrali. L’iniziativa ha riunito specialisti provenienti da diverse aree della medicina, con l’obiettivo di mettere a confronto strategie diagnostiche, anestesiologiche e chirurgiche applicate al trattamento di queste patologie.

Al corso hanno partecipato neuro-oncologi, neurologi, neurofisiopatologi, anestesisti, neurochirurghi e radioterapisti. Il confronto si è concentrato sulle modalità di presa in carico dei pazienti e sull’integrazione tra competenze differenti, con particolare attenzione alla chirurgia cerebrale da sveglio, o awake surgery.

Le tecniche per preservare le funzioni neurologiche

La chirurgia da sveglio consente di monitorare durante l’intervento alcune funzioni neurologiche e cognitive, con l’obiettivo di favorire la rimozione del tessuto tumorale preservando, per quanto possibile, le abilità del paziente. Nel corso sono state esaminate le tecniche che puntano a massimizzare la resezione dei gliomi, mantenendo al tempo stesso attenzione alla sicurezza e alla qualità di vita.

Il professor Salvatore Chibbaro, direttore scientifico del corso e direttore della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, ha sottolineato il valore del modello multidisciplinare. Secondo Chibbaro, l’esperienza maturata a Siena si basa sulla collaborazione tra competenze diverse e sull’impiego di tecniche chirurgiche avanzate, in un confronto con centri italiani e internazionali.

Anestesia e monitoraggio durante l’intervento

Tra gli argomenti affrontati ha avuto rilievo anche la gestione anestesiologica degli interventi da sveglio. La dottoressa Francesca Tarantino, direttrice dell’Anestesia e Rianimazione Neurochirurgica dell’Aou Senese, ha illustrato l’impiego di una tecnica di sedoanalgesia che permette di mantenere il paziente sveglio già nelle fasi iniziali dell’operazione.

Il corso ha quindi evidenziato la necessità di coordinare neurochirurgia, anestesiologia, neurofisiologia, oncologia e radioterapia nella costruzione di percorsi terapeutici personalizzati. L’obiettivo indicato dai partecipanti è coniugare l’efficacia del trattamento oncologico con la sicurezza dell’intervento e la tutela delle funzioni neurologiche e cognitive.

L’iniziativa rientra nelle attività di aggiornamento scientifico e condivisione delle pratiche cliniche promosse dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e dalla Neurochirurgia senese nell’ambito della cura delle patologie cerebrali complesse.