Serata movimentata nel centro di Siena, dove carabinieri e polizia sono intervenuti dopo una sequenza di episodi che avrebbe coinvolto un giovane. L’uomo è stato accompagnato in questura dagli agenti della Volante, mentre i militari dell’Arma hanno raccolto le prime informazioni dai dipendenti e dagli addetti alla sicurezza di due supermercati.
Il primo episodio si sarebbe verificato nel punto vendita di Camollia, poco prima della chiusura. Secondo la ricostruzione iniziale, il giovane avrebbe cercato di entrare nel negozio, ma gli sarebbe stato spiegato che non era più possibile accedere. Di fronte al rifiuto, avrebbe reagito aggredendo un vigilante, tentando di strappargli il cartellino dal collo e colpendolo con tre pugni al petto.
L’intervento delle forze dell’ordine
Dopo l’aggressione, il giovane si sarebbe diretto verso il supermercato Pam di via Banchi di sotto. Qui, secondo quanto riferito ai soccorritori, sarebbe entrato passando dalla zona delle casse e avrebbe raggiunto uno scaffale. Non avendo denaro con sé, avrebbe preso una birra senza poterla pagare. Un addetto alla vigilanza lo avrebbe notato e accompagnato fuori dal negozio.
All’esterno, l’uomo avrebbe iniziato a urlare e ad agitarsi, attirando l’attenzione dei passanti. Una dipendente ha quindi chiamato il 112. Sul posto sono arrivati sia una Volante della polizia sia i carabinieri del Radiomobile, già intervenuti per l’episodio di Camollia. Il vigilante, che avrebbe difficoltà a parlare italiano, ha indicato ai militari di essere stato colpito; per questo è stato richiesto l’intervento del 118.
Accertamenti e denunce
Intorno alle 22.30, il giovane si trovava all’interno dell’auto della polizia parcheggiata vicino al supermercato. Durante l’attesa avrebbe continuato ad agitarsi, urlando e tentando anche di sdraiarsi sul sedile. Gli agenti hanno quindi fatto ripartire la Volante verso la questura.
La dinamica complessiva dovrà essere ricostruita attraverso le testimonianze e le eventuali immagini disponibili. Gli investigatori dovranno inoltre raccogliere le denunce delle persone offese e verificare le conseguenze dei comportamenti contestati. Per il momento non sono state rese note le decisioni adottate nei confronti del giovane. Le forze dell’ordine lo conoscevano già e, secondo quanto riferito, era stato destinatario anche di un decreto di espulsione.