Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena, interviene sul futuro del Monte dei Paschi e sull’offerta di Intesa Sanpaolo, chiedendo che le garanzie per la città siano definite in documenti vincolanti. Secondo Piccini, le prime indicazioni sono già contenute nel comunicato del 3 ottobre, con cui Intesa ha aumentato di 25 centesimi la componente in denaro della propria proposta su Mps.
Nel documento vengono citati un polo tecnologico collegato all’università, una sede secondaria di strutture centrali, un maggiore sostegno al credito locale e la valutazione di una Direzione commerciale in Toscana. Per l’ex primo cittadino si tratta però di impegni ancora generici, privi di numeri e scadenze. La richiesta è quindi di inserire nel Documento di Offerta, attualmente all’esame della Consob, indicazioni precise su addetti, tempi e funzioni.
Le garanzie da rendere vincolanti
Il Documento di Offerta è il testo sul quale gli azionisti saranno chiamati a valutare la proposta e rappresenta, secondo Piccini, la sede più adatta per formalizzare i programmi dell’offerente. Le promesse contenute in quel documento avrebbero un peso maggiore rispetto a quelle affidate a un comunicato stampa. Per questo Siena dovrebbe puntare alla sottoscrizione di un accordo con Comune, Provincia, Regione e Fondazione, prevedendo anche verifiche periodiche sull’attuazione degli impegni.
Il punto più delicato riguarda tuttavia la prevista separazione del Monte dei Paschi. Lo schema delineato da Intesa prevede il trasferimento di circa 625 filiali a Intesa e di circa 635 sportelli, insieme al marchio e alle strutture centrali, alla banca destinata a Unipol. Le garanzie ritenute più rilevanti, cioè l’hub direzionale per il Centro e il Sud e la tutela dell’occupazione, sarebbero attribuite proprio a Unipol, sulla base delle dichiarazioni dei suoi vertici riportate dall’offerente.
La scadenza dell’assemblea
Piccini contesta la possibilità che Intesa possa garantire impegni riferiti a un soggetto terzo. A suo giudizio, una tutela espressa da un’altra banca non costituisce un vincolo sufficiente: se Siena vuole ottenere garanzie effettive, dovrà chiedere che sia Unipol a metterle per iscritto e a sottoscriverle direttamente.
Il passaggio decisivo è fissato per il 29 ottobre, quando l’assemblea del Monte dei Paschi sarà chiamata a decidere se l’offerta di Intesa potrà proseguire. Nel caso in cui il percorso vada avanti, sostiene l’ex sindaco, il momento per ottenere impegni formali è quello attuale, prima che gli equilibri cambino. Se invece l’operazione dovesse fermarsi, resterebbe la dimostrazione che alcune promesse erano state formulate senza essere trasformate in obblighi.
La posizione di Piccini, precisa l’ex amministratore, non coincide con un sostegno a Intesa né con la difesa dell’attuale assetto del Monte. Il tema, spiega, è quello della responsabilità amministrativa: esaminare gli atti, rendere vincolanti gli impegni e verificare che vengano rispettati. Senza garanzie concrete, conclude, a Siena rischierebbe di rimanere soltanto il nome legato alla banca.