Scontro istituzionale

Opposizioni a Siena contro l’Opas di Intesa su Banca Mps

Le forze politiche chiedono chiarezza sulle garanzie per lavoratori, credito e territorio prima dei passaggi decisivi.

Opposizioni a Siena contro l’Opas di Intesa su Banca Mps

Si allarga a Siena la contestazione contro l’adesione della Fondazione Mps all’Opas promossa da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi. Esponenti politici e associazioni chiedono di conoscere le condizioni dell’operazione e le garanzie per il territorio, per i lavoratori e per il ruolo della banca nella città. Il confronto si inserisce nella fase che precede il termine del 23 ottobre e l’assemblea del 29 ottobre.

Le critiche alla Fondazione

Tra i primi a intervenire è l’ex sindaco Bruno Valentini, che esprime riconoscenza all’amministratore delegato Luigi Lovaglio per il lavoro svolto al vertice di Mps e critica il cambio di orientamento della Fondazione. Secondo Valentini, l’ente avrebbe finito per sostenere una posizione diversa da quella attesa dagli ambienti senesi. L’ex primo cittadino richiama inoltre il ruolo del ministero e del Governo, sostenendo che la Fondazione, sottoposta al controllo ministeriale, avrebbe rappresentato l’ultimo sostegno alla linea di Lovaglio.

Una posizione analoga è stata espressa dall’area politica Radici per il futuro della Direzione provinciale del Partito democratico. Il gruppo definisce preoccupante l’evoluzione della vicenda e parla di una possibile adesione della Fondazione all’offerta di Intesa in contrasto con gli enti che ne nominano i vertici. Da qui la richiesta al tavolo istituzionale di Siena e della Toscana di riprendere l’iniziativa nei confronti del Governo e di ristabilire una coerenza tra l’azione delle istituzioni e le decisioni della Fondazione.

Garanzie richieste per il territorio

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Alessandro Fanetti accusa la Fondazione di aver tradito la propria missione e chiede risposte su diversi punti: la tutela dell’occupazione, la permanenza di Rocca Salimbeni come centro direzionale e il sostegno al credito destinato a piccole imprese, artigiani e commercianti. Anche Gianluca Marzucchi, di Polis, e Adriano Tortorelli, di Progetto Siena, descrivono l’annuncio come un fulmine a ciel sereno. Per i due consiglieri, prima di valutare i vantaggi patrimoniali dell’adesione occorre conoscere le garanzie per Siena, per il territorio e per i lavoratori.

Marzucchi e Tortorelli ricordano inoltre che non sono ancora concluse le valutazioni dell’Antitrust e che il Governo ha annunciato possibili prescrizioni sull’Opas. L’Associazione Pietraserena e Buongoverno Mps sollecitano a loro volta un ripensamento della proposta, ritenendo che possa segnare la fine della storia secolare della banca senese. Sinistra Italiana Siena-Avs chiede al presidente della Fondazione, Carlo Rossi Coppini, massima trasparenza e un confronto aperto con la città, mentre Michela Guerrini, di Futuro Nazionale, domanda che le motivazioni della scelta e le garanzie ottenute siano illustrate pubblicamente prima dei prossimi passaggi.

Il Partito socialista invita politica e istituzioni a interrompere il silenzio, sostenendo che sia in gioco il futuro di Siena. Siena Sostenibile, infine, chiede al centrodestra senese di chiarire quali condizioni siano state individuate, da chi siano state avanzate e a chi siano rivolte. Il punto comune delle diverse prese di posizione è la richiesta di un chiarimento pubblico sulle conseguenze dell’operazione e sul futuro di Banca Mps nel territorio.