Il Biotecnopolo di Siena ha presentato la propria attività nel corso del meeting Biotecnologie per la sicurezza sanitaria, organizzato nell’auditorium Mps di Siena. L’incontro ha riunito rappresentanti della ricerca scientifica, dell’industria farmaceutica, dell’università e delle istituzioni, con l’obiettivo di discutere come trasformare le scoperte nel campo delle scienze della vita in strumenti per la prevenzione e la cura.
A tenere a battesimo la prima uscita pubblica della Fondazione è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha confermato il sostegno del Governo al progetto. Il ministro ha definito il Biotecnopolo una scelta strategica per rafforzare le capacità italiane nel settore delle biotecnologie e nel contrasto alle malattie infettive. Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, i professori Alberto Mantovani e Rino Rappuoli, esponenti del settore pharma, rappresentanti del mondo accademico e diversi esponenti politici e amministratori locali.
Ricerca e sicurezza sanitaria
Il presidente della Fondazione, Marco Montorsi, ha aperto i lavori insieme al presidente della Commissione Salute del Senato Franco Zaffini. Al centro della discussione il ruolo delle istituzioni nel sostenere la ricerca e nel favorire il collegamento tra competenze scientifiche, strutture cliniche e sistema produttivo. Tra i presenti anche il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti, il presidente della Toscana Eugenio Giani e il deputato Francesco Michelotti.
L’immunologo Alberto Mantovani ha descritto il Biotecnopolo come una cintura di sicurezza per il Paese, richiamando il funzionamento del sistema immunitario e la sua capacità di contrastare le minacce interne ed esterne. Il direttore scientifico della Fondazione, Rino Rappuoli, ha invece posto l’accento sulla dimensione internazionale delle attività, citando il ruolo delle collaborazioni europee e dell’European Vaccines Hub nella condivisione di competenze e infrastrutture.
Il rapporto con le imprese
La tavola rotonda con i manager di Dompé, Chiesi, Menarini, Gsk e VisMederi ha affrontato il passaggio dalla ricerca alle applicazioni industriali. Il direttore generale della Fondazione, Gianluca Polifrone, ha sottolineato l’importanza di rapporti stabili tra istituzioni scientifiche, strutture cliniche e imprese, con l’obiettivo di sviluppare progetti comuni e rafforzare la capacità di risposta alle minacce biologiche.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il sostegno alla formazione dei giovani ricercatori. Da tre anni il Biotecnopolo partecipa al dottorato nazionale con l’Università di Siena come capofila. Il percorso viene indicato dalla Fondazione come uno strumento per valorizzare i talenti italiani e rendere più attrattivo il sistema della ricerca, consolidando il collegamento tra innovazione scientifica, salute pubblica e sviluppo industriale.